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Il Presidente eletto Carlos Alvarado Il Presidente eletto Carlos Alvarado  (AFP or licensors)

Costa Rica: il voto sorprendente degli elettori

Quello che si è verificato domenica scorsa in Costa Rica è stato risultato inaspettato che ha spiazzato gli analisti e smentito tutti i pronostici. Il giornalista ed esperto di America Latina Maurizio Stefanini spiega il perché di questo cambio di rotta degli elettori costaricensi

Luisa Urbani – Città del Vaticano

Contro ogni previsione, il candidato del Partito d’Azione Civile (PAC), Carlos Alvarado Quesada, ha sconfitto Farbicio Alvarado, leader del Partido Restauración Nacional (PRN). L’esponente del PAC ha vinto il ballottaggio presidenziale contro il pastore evangelico ottenendo il 60,7% dei voti e riconfermando al governo il suo partito. Il candidato conservatore, invece, è rimasto fermo al 39,3%.
Un finale a sorpresa dunque quello di una campagna elettorale dominata dalla questione dei diritti delle persone Lgbt. In particolare, al centro del dibattito politico si è posto il tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso, dopo che una sentenza della Corte interamericana dei diritti umani aveva stabilito la legalizzazione. Il neo Presidente si era mostrato più flessibile nei confronti delle unioni fra persone dello stesso sesso, così come richiesto dalla Corte. Il conservatore Fabricio Alvarado, si era invece opposto al parere della Corte, una presa di posizione che aveva moltiplicato i suoi sostenitori.

La vittoria di Fabricio Alvarado al primo turno

Il primo turno delle presidenziali era stato vinto dal candidato conservatore che, con il 24,9% dei voti, aveva sconfitto l’avversario, Carlos Alvarado Quesada, che si era fermato al 21,6%. Però, non essendo stato raggiunto il 40% necessario per ottenere la presidenza, i due sfidanti hanno dovuto sostenere un secondo giudizio elettorale, il 1 aprile.

Il flop dei sondaggi

“C’è stata una certa sorpresa nel vedere la vittoria del candidato del PAC che, contro ogni previsione, ha ribaltato il risultato del primo turno del 4 febbraio. I sondaggisti, infatti, davano per favorito l’ evangelico Fabricio Alvarado” spiega Maurizio Stefanini.Il neo Presidente ha avuto dalla sua parte l’appoggio di cinque delle sette province della Costa Rica (San José, Heredia, Alajuela, Cartago e Guanacaste), mentre Limón e Puntarenas, dove è forte la presenza dei fedeli evangelici, ha vinto l’esponente del PNR.

Il grande afflusso di elettori

A spiazzare gli analisti è stata anche l’affluenza alle urne. “Secondo le previsioni al ballottaggio si sarebbe registrato un calo del numero dei votanti dato che nessuno dei due candidati era espressione dei partiti tradizionali. Invece si è registrato il fenomeno opposto” commenta il giornalista.

Lo sconfitto considerato un esponente troppo radicale

Secondo Stefanini, uno dei possibili motivi della sconfitta di Fabricio Alvaro, è legato al suo modo di essere, considerato da molti eccessivamente radicale. “Si è creata una certa paura tra gli elettori nei confronti dell’esponente del PNR, ritenuto un candidato con dei tratti quasi da guru o da capo di una setta. Questo ha spinto i cittadini della Costa Rica a votare per il candidato del PAC. Anche l’elettorato cattolico è stato scettico sul votare come presidente un protestante radicale” spiega.

Difficile trovare la maggioranza

Richiamando l’attuale situazione italiana, il giornalista di Limes sottolinea come “dalle votazioni è emersa una realtà molto frammentata. Probabilmente il neo Presidente avrà difficoltà a formare una maggioranza di governo. Ora , Carlos Alvarado sta cercando di coinvolgere un po’ tutti i partiti” conclude Stefanini al microfono di Patricia Ynestroza

Ascolta l'intervista a Stefanini
06 aprile 2018, 14:22