Versione Beta

Cerca

VaticanNews
Ospedale Liverpool Ospedale Liverpool  (AFP or licensors)

Alfie. Enoc: pronti a partire ma serve ok diplomazia

L'intervista a Mariella Enoc: la sua equipe è pronta a partire ma serve uno sblocco diplomatico. A confermare l'importanza del lavoro della diplomazia, anche Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast onlus, organizzazione che assiste la famiglia di Alfie

Debora Donnini-Città del Vaticano

“L’equipe del Bambin Gesù è pronta a partire con un aereo fornito dal ministro Pinotti”. Lo afferma la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc. Il tempo però stringe: Alfie ha la mascherina per l’ossigeno ma non è stato riattaccato alle macchine. "Ho parlato mezzora fa col papà di Alfie, con Thomas. Alfie, mezzora fa - perché queste cose cambiano di minuto in minuto - stava respirando, non con un ventilatore ma solo con una maschera di ossigeno", racconta. "Io aspetto una chiamata dalla Difesa perché mettano a disposizione un aereo non tanto per l’aereo quanto per i problemi diplomatici", prosegue.

Serve ok diplomatico

Spiega poi che la sua equipe è allertata e pronta a partire "però - sottolinea - possiamo partire solo se c’è un ok diplomatico. Quindi oggi c’è l’intervento dell’ambasciatore, diretto. Al bambino è stata staccata la ventilazione alle 22.30. Fino a mezzora fa - adesso non lo so - quando ho parlato con Thomas, il bambino respirava con una piccola macchina soltanto con la maschera dell’ossigeno. Il tema continua a essere quello di sbloccare con la diplomazia. Qui stanno contando davvero le ore: io non so quanto un bambino resistere dopo essere stato ventilato per mesi e mesi".

Ascolta l'intervista a Mariella Enoc:

E che il lavoro della diplomazia sia fondamentale in questo momento, lo conferma anche Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast onlus, che sta assistendo la fammiglia assieme ad altre organizzazioni: 

R. - È stata una notte lunga e concitata. Il lavoro della diplomazia è fondamentale ed è continuato anche durante la notte, anche il lavoro giuridico degli avvocati sta andando avanti. Come abbiamo già dichiarato più volte, stiamo lavorando in squadra, con più organizzazioni, ognuna con il proprio compito. Adesso è fondamentale che la diplomazia dopo aver fatto trenta, faccia trentuno per far sì che Alfie sia accolto qui in Italia.

Ieri infatti il governo italiano ha dato la cittadinanza ad Alfie ed ha auspicato che il bimbo possa venire in Italia...

R. - Assolutamente sì. Sono molto felice e sto raccogliendo la felicità di tanti italiani perché nuovamente ci siamo dimostrati un popolo che sa accogliere, che sa dare il giusto valore alla vita. Ora c’è un cordone di polizia sempre più in forze, che non permette il passaggio delle persone al piano di sopra dove c’è la stanza di Alfie. Thomas insieme a Kate e padre Gabriele sono nella stanza. È veramente commovente vedere i tanti volontari che stanno lavorando, le tante persone che stanno facendo veglie di preghiera. Ognuno aiuta come può.

Ascolta l'intervista a Emmanuele Di Leo:
24 aprile 2018, 11:06