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Devastazione in Siria Devastazione in Siria  (AFP or licensors)

Siria, incubo missili e attacchi al cloro. Una suora: “Torna il terrore”

È una cronaca di morte quella che giunge dalla Siria: la Francia denuncia nuovi attacchi chimici. Su Damasco lanci di mortai: per paura, i bambini non vanno a scuola

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Sarebbero almeno 80 le vittime dei raid aerei governativi siriani compiuti nelle ultime 24 ore alla periferia est di Damasco. Tra loro anche minori. Lo rivela l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. Il regime invece riferisce di 5 civili uccisi ieri a Damasco a seguito di lanci di mortai da parte di gruppi armati della Ghuta, l'area assediata dalle truppe lealiste e controllata da gruppi armati dell’opposizione, e un attacco aereo israeliano intercettato da aerei governativi vicino la capitale. In questo clima di tensione, arriva l’ultima denuncia francese che, col ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian, parla di attacchi chimici al cloro da parte delle autorità siriane.

Pioggia di missili su Damasco

La situazione negli ultimi giorni “è molto tesa”, spiega da Damasco suor Yola Girgis, francescana missionaria del Cuore immacolato di Maria, che presta la propria opera al memoriale di San Paolo. “Stiamo vivendo nel terrore, perché cadono tantissimi missili: l’altro giorno 9-10 missili hanno colpito il nostro quartiere”, aggiunge la francescana.

Per paura le famiglie non mandano figli a scuola

“Tante famiglie - riferisce suor Yola - non stanno mandando i loro figli a scuola, noi abbiamo un asilo di 150 bambini, oggi ne sono arrivati una trentina”. Parla di colpi di mortaio anche nella zona “del patriarcato greco ortodosso”, nel centro storico della capitale. E riferisce come lì, nel quartiere di Bab Tuma, la situazione sia pericolosissima: “la scorsa settimana sono stati lanciati dei missili nel piazzale di Bab Tuma, che è molto popolato soprattutto nell’orario di uscita delle scuole”. Nell’attacco “è morta una ragazza che frequentava il secondo anno di liceo, altri due hanno perso un arto, un altro è ancora in coma”: i ragazzi “stanno vivendo una situazione orribile dal punto di vista psicologico, non vogliono tornare a scuola per non percorrere la strada dov’è stata uccisa la loro amica”. La gente, conclude, “soffre, è stanca, anche se abbiamo la speranza” che la situazione migliori, ma “con questi attacchi non aspettati torna il terrore”.

Ascolta e scarica l'intervista a suor Yola Girgis
07 febbraio 2018, 12:12