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Bambini profughi rohingya in Bangladesh Bambini profughi rohingya in Bangladesh 

Migliaia di bambini Rohingya vittime del traffico di minori e violenze

Oltre 340mila bambini Rohingya nei campi sovraffollati di Cox’s Bazar vivono nel timore di subire violenze. 28 i casi accertati di traffico di minori. A sei mesi dal 25 agosto scorso, quando ha avuto inizio l’escalation di violenza in Myanmar, il nuovo rapporto di Save The Childrean denuncia le condizioni dei bambini Rohingya fuggiti in Bangladesh

Uomini violenti in agguato nella foresta, trafficanti di esseri umani che si aggirano nella notte, animali selvatici: sono tra le paure più pressanti dei bambini rohingya fuggiti dagli scontri in Myanmar e giunti in Bangladesh, come racconta un rapporto lanciato oggi da Save the Children, World Vision e Plan International in occasione dei sei mesi dall’inizio della crisi, periodo di tempo durante il quale almeno 688.000 rifugiati, oltre metà dei quali bambini, sono scappati dallo stato del Rakhine e hanno trovato riparo in fragili tende di plastica negli insediamenti sovraffollati di Cox’s Bazar.

Molti dei bambini hanno assistito in Myanmar a violenze brutali

In una delle analisi più esaurienti realizzate a oggi sulla vita dei rifugiati nei campi di Cox’s Bazar, “Childhood Interrupted”, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro denuncia le numerose paure e sfide quotidiane affrontate dai minori, molti dei quali riferiscono di aver assistito, quando ancora in Myanmar, a violenze brutali, all’uccisione di membri della famiglia o alla distruzione delle proprie case, rase al suolo dal fuoco.

Nel Campo rischi di molestie e furti

La raccolta della legna da ardere, le condizioni delle tende, la mancanza di accesso all’educazione: sono queste le tre maggiori cause di apprensione emerse dal rapporto. Tra le preoccupazioni manifestate, emerge anche quella espressa dalle ragazze che, come spiegato ai ricercatori, hanno paura di usare i bagni dei campi, a causa del timore di subire molestie; si trovano così, spesso, ad attendere per ore, fino a quando “gli uomini se ne vanno”. I ragazzi, invece, hanno raccontato di essere spaventati per le condizioni di sicurezza delle proprie tende, fatte di bambù e plastica: “A volte vengono i ladri e rubano le nostre cose. Non abbiamo modo di chiudere le tende” racconta un giovanissimo rifugiato.

I rischi per la raccolta della legna da ardere

Più bambini, inoltre, hanno rivelato di temere il momento della raccolta della legna per il fuoco a causa di coloro che chiamano “uomini della foresta” – secondo quanto riferito si tratterebbe di persone in agguato nel bosco, pronte a picchiarli e a urlare loro contro -, così come della presenza di animali selvatici quali elefanti e serpenti. “Tutti quanti siamo in pena quando raccogliamo la legna. Una volta una ragazza è stata stuprata mentre lo faceva, era notte”, ricorda una bambina.

Lo spettro del traffico di minori

Anche il rischio di divenire vittime del traffico di minori è tra le principali preoccupazioni indicate dai bambini: alcuni affermano di trascorrere molto tempo a casa per restare al sicuro e spiegano di spostarsi in gruppo quando devono lasciarla. Un timore condiviso anche dalle madri. Una di loro, intervistata, mette in guardia circa il fatto che i “rapitori si aggirano, potrebbero prendere i nostri bambini”. Sono almeno 28 i casi di traffico di minori, finora confermati, che hanno avuto luogo nei campi di Cox’s Bazar da agosto, tuttavia gli operatori umanitari temono che il numero reale sia molto più alto.

I miglioramenti avvenuti nei Campi

I bambini ascoltati hanno anche evidenziato alcuni miglioramenti avvenuti nei campi: diversi hanno detto che la chiamata alla preghiera cinque volte al giorno li aiuta a sentirsi parte della comunità; si sentono inoltre confortati dalla presenza delle organizzazioni umanitarie e dell’esercito del Bangladesh.

Le misure per fronteggiare le problematiche indicate dai bambini

Tra queste il riesame delle pattuglie di sicurezza della comunità già esistenti nei campi, ma anche la promozione di una maggiore consapevolezza rispetto ai rischi legati al traffico di esseri umani, per prevenirne episodi e per assicurare che informazioni accurate contrastino pettegolezzi e paure infondate. Inoltre, le Agenzie umanitarie incoraggiano una disposizione del campo che sia più a misura di bambino e la disposizione di una segnaletica in risposta al timore di perdersi tra le tende. L’ultima delle misure proposte, infine, è quella di assicurare il coinvolgimento delle adolescenti nelle attività e nelle iniziative che promuovano il loro senso di sicurezza.

 

25 febbraio 2018, 18:12