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La sfilata della delegazione degli atleti di Corea del Sud e Corea del Nord La sfilata della delegazione degli atleti di Corea del Sud e Corea del Nord  (ANSA)

Al via a Pyeongchang i XXIII Giochi Olimpici Invernali: sfilano insieme le due Coree

In Corea del Sud storica stretta di mano tra il presidente Moon Jae-Om e Kim Yo-Yong, sorella del leader nordcoreano. Pence diserta la cena con le due delegazioni.

Michele Raviart – Città del Vaticano

Si sono aperte a Pyeongchang, in Corea del Sud, le  ventitreesime Olimpiadi invernali. La rappresentazione di una grande tigre bianca, mascotte dell’evento e simbolo della pace, è entrata nel cerchio di ghiaccio all’interno dello Stadio Olimpico dando il via alla cerimonia di inaugurazione di quelli che saranno ricordati come i giochi del riavvicinamento tra le due Coree. Gli atleti di entrambi i Paesi, ancora formalmente in guerra, hanno sfilato insieme dietro la bandiera bianca e blu non ufficiale che rappresenta l’intera penisola asiatica. Ad accoglierli il boato del pubblico e il saluto del presidente sudcoreano Moon Jae-Om e Kim Yo-Yong, sorella del dittatore nordcoreano Kim-Jong-un, che già si erano stretti la mano all’entrata dello stadio

La prima visita di un Kim in Corea del Sud

Un evento storico per quella che è la prima visita dal 1953 di un rappresentante dalle famiglia Kim, al potere dalla nascita della Corea del Nord, oltre il confine del 38° parallelo che separa i due Paesi. In mattinata c’era stato un incontro nella vicina città di Yongpyeong, in cui il presidente sudcoreano aveva accolto il capo delegazione del Nord, Kim Yong-nam, rappresentante del Paese all’estero e il più alto funzionario di Pyongyang mai giunto a Sud. Un avvicinamento che non è piaciuto alla delegazione degli Stati Uniti, Paese oggetto da anni delle minacce nucleari nord coreane.

La presa di distanza degli Stati Uniti

Il vicepresidente Mike Pence non ha partecipato alla cena a cui presenziavano tra gli altri i rappresentanti delle due coree, limitandosi a un saluto informale agli altri invitati e evitando il faccia a faccia con la delegazione nordcoreana, davanti alla quale avrebbe dovuto sedersi. In precedenza Pence aveva incontrato a Seul un gruppo di disertori nordcoreani e ha visitato il monumento che commemora le 46 vittime della corvetta Cheonan, affondata nel 2010 da un siluro di Pyongyang. In tutte e due le circostanze il vicepresidente americano ha condannato la “tirannia” e le “atrocità” di Kim Jong-un, stigmatizzando la parata militare organizzata ieri a Pyongyang, proprio alla vigilia dell’apertura dei Giochi. Contestazioni anche all’esterno dello stadio, con i manifestanti che hanno sventolato bandiere americane e sud coreane.

92 i Paesi in gara

In tutto saranno tremila gli atleti che parteciperanno alle gare, che termineranno il 25 febbraio. 92 i Paesi rappresentati, con le due Coree che presentano una nazionale mista nell’hockey femminile. Nessuna bandiera ufficiale per i 169 atleti russi. La Federazione Russa è stata infatti squalificata per doping dopo lo scandalo del 2014 e 45 atleti allontanati dal tribunale sportivo olimpico di Losanna a poche ore dall’inizio dei Giochi. Per la prima volta presente anche una delegazione della Santa Sede, guidata da mons. Melchor Sànchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura.

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La cerimonia di apertura dei XIII Giochi Olimpici Invernali
09 febbraio 2018, 15:26