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Vatican News
Gli scontri post elettorali in Guinea Conakry Gli scontri post elettorali in Guinea Conakry  (AFP or licensors)

Guinea, elezioni: un sacerdote, c’è chi si è autoproclamato sindaco

Dopo le comunali di domenica scorsa, sono scoppiate violenze: almeno tre bambini morti

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Ci sono anche almeno tre bambini fra le vittime delle violenze post elettorali in Guinea Conakry, dove domenica scorsa si sono tenute le consultazioni locali, le prime dopo la fine dei regimi autoritari che hanno contrassegnato la storia del Paese africano per più di cinquant’anni. I piccoli hanno perso la vita a Kalinko, nella parte centrale, in un incendio ritenuto doloso, secondo il ministro dell'Amministrazione del territorio, Boureima Condé. Alcune fonti parlano di 5 bambini ritrovati senza vita. Diverse le abitazioni date alle fiamme. Una cinquantina le persone fermate e interrogate per l’accaduto. La Commissione elettorale non ha ancora diffuso i dati ufficiali ma “alcuni candidati si sono già proclamati sindaci e questa è la ragione per cui sono scoppiate le violenze”, spiega don Jean Marie Guemon, parroco della cattedrale del Cuore Immacolato di Maria a N’Zérékoré, nella parte meridionale della Guinea Conakry.

Allarme brogli dopo oltre 50 anni di regimi autoritari

Si temono brogli, “per via della corruzione” diffusa nel Paese, spiega il sacerdote, anche se precisa che negli ultimi anni la situazione politica è migliorata. “Dal 1958 al 1984 - ricorda don Jean Marie - abbiamo avuto regime autoritario, dall’84 al ‘92 un regime militare. Nel ’92 è stata la volta di una sorta di ‘democrazia militare’ perché Lansana Conté parlava di democrazia ma era sempre lui che vinceva le elezioni, fino al 2008. Quindi è arrivato un colpo di Stato. Fino al 2010: allora è stata la prima volta che abbiamo provato la cosiddetta democrazia. Il presidente Alpha Condé è ora al suo secondo mandato”.

La crisi economica

Ad oggi rimane grave la situazione economica nel Paese. “La popolazione è veramente povera, manca il lavoro per i giovani, si vive nella sofferenza”, aggiunge il parroco di N’Zérékoré. Particolarmente critica la situazione scolastica, con “gli insegnanti che hanno proclamato uno sciopero per il giorno 12”.

L’impegno della Chiesa per l’educazione

La Chiesa locale è particolarmente impegnata nel settore dell’educazione, dedicando speciale attenzione alla “promozione umana”, al “il cambiamento di mentalità, perché - conclude don Jean Marie - quando cambia e migliora la cultura, cambiano tante cose”.

Ascolta e scarica l'intervista a don Guemon
08 febbraio 2018, 19:11