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Tratta: nel mondo oltre 40 milioni di schiavi invisibili

Alla vigilia della Giornata Mondiale contro la Tratta, Pime, Mani Tese e Caritas Ambrosiana organizzano un convegno dal respiro ampio per fare il punto sul fenomeno. I dati sono drammatici: 40 milioni di schiavi nel mondo; in Italia oltre 200mila

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

Ogni anno oltre 40 milioni di persone – tra cui un numero crescente di donne e minori – sono vittime di pesanti forme di sfruttamento, specialmente prostituzione coatta e lavoro forzato. In vista della Giornata mondiale contro la Tratta, che si celebra l’8 febbraio, il Centro Pime di Milano, Mani tese e Caritas ambrosiana, in collaborazione con Ucsi Lombardia, organizzano un convegno sul tema “Tratta e gravi violazioni dei diritti umani: i  nuovi schiavi del XXI secolo”. 

Un’opportunità dicono gli organizzatori per riflettere sulle storture di un sistema economico che “approfondisce le diseguaglianze e contribuisce a creare le condizioni perché milioni di persone nel mondo finiscano nelle reti di gruppi criminali che le trafficano e le riducono in condizioni di vera e propria schiavitù”.

Si entrerà nel merito delle diverse forme di sfruttamento, da quello lavorativo che riguarda in Italia circa 150mila persone, in gran parte giovani migranti, a quello per la prostituzione coatta, che coinvolge sempre nella Penisola, dalle 50 alle 70mila donne sino a quello dei minori sfruttati in diversi modi, non sempre riconoscibili.

I numeri sono ancora disarmanti – fa sapere Chiara K. Cattaneo, program manager della Campagna ‘I Exist’ di Mani tese – convinta che bisogna agire soprattutto sui sistemi economici perché le persone siano libere di dire di no. “E’ difficile – aggiunge - tracciare un profilo di queste vittime che spaziano in età, sesso e provenienza geografica. La cosa che le accomuna però è una grandissima vulnerabilità, nel senso che sono persone costrette a spostarsi e non potendolo fare attraverso i canali legali, sono costretti a ricorrere a mezzi illegali e quindi cadono nella rete dei trafficanti. Quindi questa loro vulnerabilità li espone a rischi e pericoli di venire poi sfruttate all’interno dei Paesi in cui arrivano sia in Europa, nei Paesi più sviluppati, sia all’interno del proprio Paese”.

Pime, Caritas e Mani Tese lodano l’impegno di Papa Francesco contro quella che lui stesso ha definito come “una piaga vergognosa e atroce”, un “crimine contro l’umanità” e recentemente ha convocato in Vaticano i leader religiosi esortandoli ad unire gli sforzi per salvare le vittime.

Ascolta l'intervista integrale a Chiara Cattaneo

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06 febbraio 2018, 13:35