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Radio, bella e possibile anche nell'era digitale

A 80 anni dalla morte del suo inventore, un convegno sull'attualità della Radio nell'era digitale.

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

Per alcuni è "la vera novità del '900", per altri è "sintesi perfetta tra cuore e tecnologia". Fatto sta, che non riesce ad invecchiare. E' la radio, e del suo domani se ne è parlato proprio oggi, all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, durante il convegno "Interferenze: il futuro della radio nell'ambiente digitale a 80 anni dalla morte di Guglielmo Marconi".

Esperti del settore e studiosi si sono confrontati sul passato, sul futuro e  sul presente del mass media "più romantico" della storia - come lo ha definito qualcuno - e di cui Pio XI  ne intuì le potenzialità con largo anticipo. E se feconda fu la collaborazione tra lo Stato pontificio e Guglielmo Marconi,  inventore e premio Nobel per la fisica in virtù del suo "contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili", altrettanto fruttuoso e ricco di possibilità sembra prospettarsi il domani della radio.

Ma qui, la cosa si complica e i punti di vista si moltiplicano. Ci sono i puristi per i quali la radio è pura immaginazione, pura voce e puro suono e null'altro; e altri ancora per i quali "la radio è al passo coi tempi se capace di mettere insieme elementi diversi". E poi c'è lei, Elettra, la figlia del grande inventore, che si commuove ricordando l'entusiasmo e la generosità che animava il padre.

 

Ascolta l'intervista a Elettra Marconi, mons. Dario E. Viganò e Fabio Volo
15 dicembre 2017, 17:46