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Al cinema "Gli ultimi Jedi" ottavo episodio di Star Wars

Esce il nuovo episodio di Star Wars, la saga divenuta ormai un cult. Un successo dovuto non solo agli straordinari effetti speciali ma anche agli studi su miti, alla lotta fra bene e male, all' evoluzione interiore dei personaggi. Una comunicazione immersiva che affascia da 40 anni

Debora Donnini- Città del Vaticano

Esce oggi al cinema in Italia “Gli ultimi Jedi”, ottavo episodio della saga di Star Wars, ideata da George Lucas nel 1977: 800 le copie distribuite dalla Walt Disney.  Un mondo ambientato in una galassia immaginaria, che affascina adulti e bambini ormai da 40 anni. In questo secondo episodio del sequel ci sono anche le ultime scene girate da Carrie Fisher (la principessa Leila), morta nel dicembre dello scorso anno. Tra le novità, una protagonista al femminile: il personaggio di Rey. 

Una comunicazione immersiva
Star Wars è ormai diventato un fenomeno culturale di massa. Basti pensare che l'episodio del 2015 è stato uno dei film campione di incassi nella storia del cinema. Una saga contraddistinta da una comunicazione multimediale e sempre più immersiva: negli anni si è passati dai film ai videogiochi, ai film spin-off, ai fumetti, al merchandising fino ai giochi con le spade laser organizzati nelle palestre. Ma il grande successo di Guerre stellari sembra ascrivibile non solo agli straordinari e innovativi mezzi tecnologici: centrale è anche la caratterizzazione dei personaggi, la loro crescita, la lotta fra il bene e il male. “La tecnologia certamente è un aiuto nelle modalità di racconto, ma qui quello che è centrale è la narrazione, la storia", dice nella nostra intervista Sergio Perugini, segretario della Commissione nazionale valutazione film della Conferenza episcopale italiana. "E siamo sempre qui: una storia che si centra nella lotta tra bene e male, che attinge al genere fantasy ma anche ai racconti eroici del 'cappa e spada' - prosegue - ma si basa anche su modelli narrativi ben presenti nella storia della letteratura: penso anche alla morfologia della fiaba di Vladimir Propp”. 

Al centro la lotta fra il bene e il male, da cui i personaggi vengono tentati
Centrali i riferimenti spirituali della pellicola. “Nel film - spiega Perugini - troviamo molti modelli narrativi, anche il richiamo a diversi background religiosi, che hanno influenzato la visione di Lukas. Inoltre, c’è sempre il duello, lo scontro-incontro tra figlio e genitore. ‘L’uccisione’ della personalità del padre per emergere come figlio”. Perugini si sofferma, poi, sull’evoluzione dei personaggi presente in “Guerre stellari”. C’è anche la sperimentazione: “anche l’incontro con il male, perché diversi personaggi finiscono in contatto con il male. Alcuni ne vengono risucchiati, altri ne fanno esperienza ma vincono il male.  Interessante in questo senso il personaggio di Dart Fener . E' anche la logica della vita, lo spaccamento tra la cosa giusta e la cosa sbagliata”. In una parola, la tentazione. “E con questo entriamo poi anche nei riferimenti biblici”.

L'influenza degli studi sulla mitologia di Campbell
Star Wars influenza perfino il campo della formazione come conferma l’esperienza di Claudio Belotti, coach e formatore, che ha dedicato un audio-libro sulla leadership proprio alla nota saga cinematografica, ricca di spunti in questo senso. Fondamentali nella creazione di Guerre stellari sono stati infatti gli studi di Joseph Campbell sulla mitologia, che influenzarono molto George Lucas, ci spiega lo stessi Belotti nella nostra intervista. “Joseph Campbell - dice - avendo studiato in giro per il mondo le storie che vengono raccontate sia ai bambini sia agli adulti in tutte le culture del mondo, ha riscontrato gli stessi passaggi-chiave, che ha sistematizzato in quello che viene chiamato ‘il viaggio dell’eroe’. Quindi all’interno di ‘Guerre Stellari’ troviamo il viaggio dell’eroe: quasi tutti i personaggi fanno dei passaggi che, secondo Campbell, ognuno di noi fa nella propria vita”.

Una storia di speranza
Per Belotti, quindi, si può ascrivere il successo di Star Wars anche all’uso di questo “linguaggio universale” nell'esperienza umana. “Dobbiamo anche ricordarci - spiega - il periodo storico nel quale esce Star Wars. Il primo film esce in un momento di grande incertezza nel mondo, c’era ancora la Guerra Fredda. In quel periodo il mondo non aveva grandi speranze; aveva solo l’augurio che non ci fosse una Terza Guerra Mondiale nucleare. E poi bisogna pensare agli straordinari effetti speciali e ad una storia che stimola tutti noi!

13 dicembre 2017, 16:00