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A Matera i lavori del Consiglio permanente della Cei A Matera i lavori del Consiglio permanente della Cei  (Luca Lancieri Photography)

Il Consiglio episcopale permanente: i tanti inverni dell'Italia e la volontà di bene

L’attenzione alle sfide che il Paese si trova ad affrontare, in un momento storico delicato e complesso a livello mondiale, ha caratterizzato la sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente, che si è svolta dal 20 al 22 settembre a Matera, sotto la guida del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei. Si è fatto il punto, tra l'altro, del percorso sinodale e dell'impegno per la tutela dei minori. Riguardo al voto l'invito è alla partecipazione per costruire insieme il bene comune

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Lo sguardo sui territori e sulle loro problematiche, in un momento storico difficile, ha accompagnato i lavori a Matera del Consiglio episcopale permanente che, informa il comunicato finale, si sono aperti con il ricordo delle vittime dell’alluvione che ha colpito le Marche, delle loro famiglie e di quanti soffrono a causa di questo evento drammatico. Il pensiero è andato poi a suor Maria De Coppi, missionaria comboniana di 83 anni, uccisa il 7 settembre scorso in Mozambico: “Nella sua umiltà – ha sottolineato il cardinale Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana – è una figlia grande delle nostre Chiese in Italia, che non ha rinunciato a servire l’umanità del mondo e il Vangelo nella vita di un popolo lontano. 

Gli “inverni” dell’Italia

Il presidente della Cei ha quindi offerto una riflessione sui tanti “inverni” che si affacciano sull’Italia: quello “ambientale”, con “l’incertezza sulla disponibilità di gas ed energia, lo spettro del razionamento energetico, il ritorno ad una austerity di cui solo alcuni di noi hanno un lontano ricordo”; quello “sociale”, con “alti livelli di povertà assoluta che persistono nel tempo” e con “il rischio di esclusione sociale superiore alla media europea”; quello “dei divari territoriali”, come quello “ormai atavico tra Nord e Sud” e come quello “delle aree interne, sparse in tutto il Paese, il cui spopolamento e la cui progressiva emarginazione non accennano ad arrestarsi". Il cardinale Zuppi ha poi sottolineato il “pesante inverno della denatalità” e su quello “educativo” che concerne “non solo gli scarsi investimenti sull’edilizia scolastica, ma soprattutto la serpeggiante sfiducia nei confronti della ricerca e in generale della cultura”. Infine, ha citato “l’inverno delle comunità ecclesiali”, che “pur con belle eccezioni” sono “affaticate dalla pandemia e faticano a recuperare vitalità e vivacità”.

Occorre l'impegno di tutti per il bene comune

Secondo il presidente dei vescovi italiani, è importante scorgere le fragilità, le sofferenze e le aspettative della gente che ha bisogno di essere abbracciata e sostenuta, ricordando che il Congresso Eucaristico Nazionale, in corso proprio a Matera fino al 25 settembre, ha per titolo: “Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale”. Del resto, ha osservato il cardinale Zuppi, “una Chiesa sinodale è una Chiesa che condivide il cammino degli uomini e delle donne di oggi e di questi si prende cura, sapendo fare proprie le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce, soprattutto quelle dei poveri e di tutti coloro che soffrono”. Tuttavia, ha continuato, la volontà di bene che esiste ci dice che "l'inverno non è definitivo" e questa volontà "va accompagnata, confermata e rafforzata". Alla dimensione ecclesiale si affianca anche quella politica in quanto le sfide e le questioni emerse “riguardano la polis, le città che ci ospitano”. Di qui l’auspicio di un impegno concreto da parte di tutti per il bene comune, a partire dall’esercizio consapevole del diritto e dovere di voto”. Infine, non è mancato un riferimento all’Ucraina e alla necessità di “non abituarci alla guerra”. "La guerra non porta alla pace, ha affermato il porporato, abbiamo bisogno di tenere alto l’interesse e la speranza per la pace”.

Osare la speranza

Le preoccupazioni espresse dal cardinale Zuppi sono risuonate negli interventi dei vescovi che hanno messo in luce l’urgenza di una partecipazione attiva alla vita democratica del Paese e di un impegno, a vari livelli e da parte dei diversi soggetti sociali, per uscire dalle crisi e avviare un rinnovamento profondo. Le istanze emerse sono confluite nell’Appello alle donne e agli uomini del Paese, dal titolo “Osare la speranza”, approvato e diffuso il 21 settembre. “Impegniamoci, tutti insieme, per non cedere al pessimismo e alla rabbia”, è l’invito rivolto agli elettori, ai giovani, a chi ha perso fiducia nelle Istituzioni e a quanti saranno eletti al Parlamento. “Il Cammino sinodale che le Chiese in Italia stanno vivendo – si legge ancora nel testo – può costituire davvero un’opportunità per far progredire processi di corresponsabilità. È nei luoghi di vita che abbiamo appreso l’arte del dialogo e dell’ascolto, ingredienti indispensabili per ricostruire le condizioni della partecipazione e del confronto. Riscopriamo e riproponiamo i principi della dottrina sociale della Chiesa: dignità delle persone, bene comune, solidarietà e sussidiarietà. Amiamo il nostro Paese. La Chiesa ricorderà sempre questo a tutti e continuerà a indicare, con severità se occorre, il bene comune e non l’interesse personale, la difesa dei diritti inviolabili della persona e della comunità”.

In ascolto del Popolo di Dio

Il Consiglio episcopale permanente si è ampiamente confrontato sul Cammino sinodale delle Chiese in Italia, all’inizio del secondo anno della fase “narrativa”, ancora di ascolto dell’intero popolo di Dio. È stata confermata la piena validità dei gruppi sinodali, come era emerso nelle relazioni diocesane redatte al termine del primo anno. Ci si è poi soffermati sulla proposta dei tre “cantieri sinodali” (della strada e del villaggio; dell’ospitalità e della casa; delle diaconie e della formazione spirituale) comuni a tutte le diocesi italiane, secondo il documento “I cantieri di Betania” e il successivo Vademecum metodologico “Continuiamo a camminare”. Proprio in questa prospettiva si svilupperà anche il lavoro delle Commissioni Episcopali, che dovrà puntare alla valorizzazione dell’apporto di esperti, del confronto con le realtà extra-ecclesiali e della sinergia con le altre Commissioni.

A sostegno delle diocesi

In questo particolare frangente storico e sempre nella prospettiva sinodale, è stata approvata la creazione di un Fondo di solidarietà a sostegno delle diocesi per contrastare l’aumento dei costi dell’energia. La somma – 10 milioni di euro – sarà assegnata alle singole diocesi secondo il metodo di ripartizione dell’8x1000 e, dunque, attraverso una quota fissa per ciascuna diocesi e una variabile in base alla popolazione. Il contributo sarà finalizzato a mettere in atto una riduzione dei consumi e a realizzare progetti di efficientamento energetico.

Per un servizio più efficace

Durante i lavori, i vescovi hanno ripreso la riflessione volta a rendere più efficaci le Strutture e gli Organi della Conferenza Episcopale, a partire da una revisione della disciplina attuale sulle Commissioni Episcopali nella prospettiva tracciata dalla Costituzione Apostolica “Praedicate Evangelium” e dal Cammino sinodale. I presuli hanno convenuto sull’importanza di ripensare il ruolo delle Commissioni e di avviare la predisposizione di tutti i passaggi utili per un rinnovamento che sia funzionale alle esigenze del nostro tempo. In prima battuta, si provvederà ad una programmazione del lavoro nell’ambito dei “cantieri di Betania”, ovvero di tutte quelle proposte di ascolto e iniziative per il secondo anno del Cammino sinodale, che valorizzi l’apporto di esperti, il confronto con i mondi esterni e la sinergia con altre Commissioni.

Tutela dei minori, un impegno che continua 

Resta alta l’attenzione dei vescovi sul tema della tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Nel corso dei lavori è stato offerto un aggiornamento sull’impegno delle Chiese in Italia, riassunto nelle cinque linee di azione assunte dall’Assemblea Generale nel maggio scorso, circa la formazione di tutto il popolo di Dio e la prevenzione per evitare che il peccato e reato gravissimo degli abusi accada. Nello specifico, si era deciso di potenziare la rete dei referenti diocesani e dei relativi Servizi per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, di implementare la costituzione dei Centri di ascolto, di realizzare un primo Report nazionale sulle attività di prevenzione e formazione e sui casi di abuso segnalati o denunciati alla rete dei Servizi diocesani e interdiocesani negli ultimi due anni (2020-2021), di condurre un’indagine a partire dai dati, custoditi dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, che fanno riferimento a presunti o accertati delitti perpetrati da chierici in Italia nel periodo 2000-2021, e infine di collaborare con l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, istituito con legge 269/1998. Per favorire la sensibilizzazione a livello locale, anche quest’anno sarà celebrata – il 18 novembre – la 2ª Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi con lo slogan: “‘Il Signore risana i cuori affranti e fascia le loro ferite’ (Sal 147,3). Inoltre, il Consiglio Nazionale della scuola cattolica della Cei pubblicherà a breve il testo “Linee Guida per la tutela dei minori nelle scuole cattoliche”, uno strumento a servizio dei docenti e del personale che opera nelle scuole cattoliche e nella formazione professionale d’ispirazione cristiana, oltre che delle famiglie e di tutto il mondo scolastico.

Alcune nomine

Riguardo alle nomine effettuate dal Consiglio nel corso dei lavori ci sono quelle di alcuni membri delle diverse Commissioni. Sono stati nominati poi il presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale nella persona di monsignor Erio Castellucci, arcivescovo Abate di Modena - Nonantola, vescovo di Carpi e vice presidente della Cei; il direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Pierpaolo Felicolo (Roma); il presidente nazionale maschile della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI), Tommaso Maria Perrucci (Oria); l'assistente ecclesiastico nazionale del Movimento Apostolico Ciechi (MAC), don Alfonso Giorgio (Bari - Bitonto); il delegato della Cei presso la Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COMECE), monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina - Terracina - Sezze – Priverno.

22 settembre 2022, 19:03