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Medio Oriente. Al via la mostra itinerante sui luoghi di Gesù

Siria, Libano e Iraq sono i Paesi in cui farà tappa “La terra amata da Gesù” per far conoscere i luoghi santi attraverso fotografie dell’archivio della Custodia di Terra Santa. L’esposizione, spiega l’ideatore, fra Noor Tamas, vuole essere una risposta al desiderio dei cristiani medio orientali che sognano di poter visitare la terra di Cristo, ma che non possono raggiungerla per motivi politici

Tiziana Campisi  - Città del Vaticano

“Molte persone non hanno la possibilità di cercare online informazioni sui luoghi Santi" e "dunque, il nostro compito è cercare di portar loro un po’ di Terra Santa dove abitano. Questa volta abbiamo scelto di farlo attraverso le immagini”. Con queste parole fra Noor Tamas, l'ideatore de “La terra amata da Gesù”, spiega il senso della mostra fotografica itinerante allestita in pannelli che ha preso il via il 22 luglio a Damasco, in Siria.

Le tappe della mostra

Dopo la Siria, l'esposizione sarà allestita in Libano e poi in Iraq. Ad ospitarla parrocchie affidate alla cura pastorale dei francescani, mentre in Iraq la accoglieranno parrocchie diocesane. Ogni Paese avrà la sua copia di pannelli. Il calendario è in via di definizione, ma sono già state fissate le prime date. In Siria, fino al 29 luglio la mostra è visitabile a Damasco nella parrocchia annessa al Convento di San Paolo, poi, dal 2 agosto al 10 settembre sarà visitabile a Latakia, nella parrocchia gestita dai religiosi del Convento del Sacro Cuore di Gesù, il 14 settembre farà invece tappa ad Aleppo, nella parrocchia curata dalla comunità del Convento San Francesco. In Libano l'esposizione sarà inaugurata il 6 agosto ad Harissa, a cura del Convento Sant'Antonio di Padova, dovranno, invece, essere stabilite le date per Tripoli, dove i pannelli espositivi saranno presi in consegna dal Convento San Francesco. 

Le radici del progetto

La creazione dell'esposizione è partita dalla lettura di diverse guide e fonti e i testi che accompagnano le istantanee sono stati elaborati con la collaborazione di fra George e Johnny Jallouf. Le fotografie sono state scelte dall’archivio recente della Custodia di Terra Santa (fra quelle di Nadim Asfour, Marie-Armelle Beaulieu, Giovanni Malaspina e Neva Gasparo), ma anche dall’archivio personale o parrocchiale di diversi frati, da Gerusalemme, Sira e Libano.

Tra Storia e Annuncio 

Nata come un piccolo progetto di raccolta fotografica dei luoghi più significativi del Cristianesimo, la mostra, grazie al sostegno e all’interesse del Terra Sancta Museum e dell’associazione Pro Terra Sancta, è diventata un racconto della vita dei francescani e uno strumento per annunciare la Buona Novella. “Dopo avere iniziato a lavorare, abbiamo pensato di fare un lavoro più completo", racconta fra Noor. Per questo motivo "nei primi pannelli sono sintetizzate la storia della Custodia, la storia dell’Ordine e quella di San Francesco stesso, ma anche il lavoro dei frati in Siria, Libano e Giordania. Raccontare la nostra vita - prosegue il religioso - diventa anche un’occasione di annuncio a chiunque possa sentire la chiamata a mettersi sui passi del Santo di Assisi e vivere il nostro carisma missionario”.

La vita di Cristo e il servizio della Custodia

Seguendo gli eventi più importanti della vita di Gesù, la mostra presenta i santuari legati all’Annunciazione, alla Risurrezione, alla Visitazione, alla nascita, all’opera e alla vita quotidiana di Gesù. Inoltre, l'esposizione offre - in quattro pannelli - una panoramica sul servizio della Custodia di Terra Santa. Il primo è dedicato al servizio dei francescani nelle parrocchie del Libano, il secondo al santuario di San Paolo in Siria e le altre parrocchie, il terzo al Memoriale di Mosè sul Monte Nebo, in Giordania, il quarto fornisce dati numerici del servizio della Custodia di Terra Santa (il numero di frati, il numero di case ricostruite nei diversi paesi in cui la Custodia opera, informazioni su borse di studio, case di accoglienza, parrocchie.

27 luglio 2021, 12:41