Cerca

Vatican News
I vescovi inglesi hanno ribadito che porre intenzionalmente fine alla vita non è mai l'interesse del paziente I vescovi inglesi hanno ribadito che porre intenzionalmente fine alla vita non è mai l'interesse del paziente 

Uk, i vescovi sul caso Pippa Knight: ogni vita ha valore, anche se malata o disabile

La Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles è intervenuta sul caso della bambina inglese di 5 anni, che si trova da due anni in stato vegetativo a causa di una rara encefalopatia. Bisogna assicurare, senza compromessi, che le cure adeguate siano offerte dove c'è ancora vita.

Isabella Piro - Città del Vaticano

Fa discutere, nel Regno Unito, il caso di Pippa Knight, la bimba di cinque anni che da due vive in stato vegetativo a causa di una encefalopatia acuta. A dicembre 2020, l’ospedale di Londra in cui la piccola è ricoverata ha chiesto l’intervento dell’Alta Corte per sospenderle la ventilazione artificiale. Per i medici, infatti, non ci sono speranza di miglioramento e sarebbe quindi “nel suo migliore interesse” farla morire. Ora, la sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello che ha respinto il ricorso presentato dalla mamma di Pippa, Paula, che chiedeva il mantenimento in vita della bimba. Le cure alla piccola verranno quindi interrotte. Un dramma davanti al quale la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles ha levato subito la sua voce: in una nota a firma di Monsignor John Sherrington, vescovo referente per le questioni della vita, si afferma: “Pippa vive in modo gravemente disabile a causa della sua complessa e rara condizione medica. Ma la Chiesa cattolica insegna che ogni persona ha un valore e una dignità che sono indipendenti dalla sua condizione. La decisione di permettere ai medici di interrompere il trattamento di Pippa sulla base della sua qualità di vita o del suo valore non le riconosce e non le concede quella dignità umana intrinseca con cui lei è, invece, nata”.

Dignità umana e interesse del paziente

Chiedendo, inoltre, di “assicurare, senza compromessi, che le cure adeguate siano offerte dove c'è ancora vita, nonostante una grave malattia o la disabilità”, i vescovi ricordano che “nella cura e nell'accompagnamento di un paziente, bisogna prendere in considerazione in modo adeguato la dignità umana". Al contrario, porre fine “intenzionalmente alla vita di un malato in condizioni critiche, a causa di un giudizio sulla qualità della sua esistenza, non è mai nell’interesse del paziente”. Di qui, l’appello dei presuli affinché “nel cuore dell’umanità ci sia una chiamata a mostrare amore e solidarietà con i più vulnerabili della società, e a difendere la vita dei nostri fratelli e sorelle più fragili che non sono in grado di farlo da soli”.

Accompagnare la famiglia

Infine, la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles leva la sua preghiera per la piccola Pippa e per la sua mamma, Paula, “in questo difficile momento di sofferenza”, così come per tutti i medici e gli operatori sanitari. “Speriamo si faccia tutto il possibile per accompagnare e sostenere la bimba e la famiglia dopo la sentenza della Corte d’appello”, conclude la nota.

20 marzo 2021, 14:57