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Messa per gli “Scomparsi” del conflitto nordirlandese

L'arcivescovo e primate di tutta l'Irlanda ha celebrato nella Domenica delle Palme la “Messa per gli Scomparsi” durante i trent'anni di conflitto con l'Ira

Isabella Piro - Città del Vaticano

“Mi appello a chiunque abbia anche la minima informazione e gli chiedo di mostrare compassione e misericordia condividendola con la Commissione Indipendente”: con queste parole l'arcivescovo di Armagh - città dell'Irlanda del nord -  Eamon Martin,  e primate di tutta l'Irlanda, ha celebrato ieri, nella Domenica delle Palme, la “Messa per gli Scomparsi”, ovvero le persone che si ritiene siano state rapite, assassinate e sepolte segretamente nell'Irlanda del Nord, soprattutto durante i così detti “The Troubles”, i 30 anni di conflitto - tra il 1960 e il 1990 - con l’Irish Republican Army (Ira).

Non è mai troppo tardi

Per trovare le vittime è stata creata una Commissione indipendente, guidata dall'archeologo forense John McIlwaine. “Non è mai troppo tardi – ha detto Monsignor Martina - per portare la chiave che allevierà la sofferenza degli altri, e li aiuterà a trovare pace e consolazione. Per l'amore di Dio, non restate in silenzio. Abbiate compassione”. Immedesimandosi nel dolore dei familiari che hanno perso le tracce di un loro parente, Monsignor Martin ha aggiunto: “Non sapere dove è sepolto il vostro caro assassinato deve essere una sofferenza insopportabile da portare ed alcuni hanno portato questo peso per quasi cinquant'anni”. “Non possiamo neanche immaginare il dolore di non poter avere una tomba cristiana sulla quale deporre un fiore”, ha ribadito il presule. Fortunatamente, ha evidenziato, in questa vicenda la sofferenza, ossia “la passione”, si intreccia con la misericordia, ovvero “la compassione”, la capacità di "soffrire con gli altri". E nella la storia degli "Scomparsi", “sofferenza e compassione si sono incontrate e abbracciate”, perché il modo in cui i familiari delle vittime “si sono sostenuti a vicenda nel corso degli anni, in molti casi anche dopo che il loro caro è stato ritrovato, è stata una testimonianza potente del "soffrire con gli altri".

Alleviare le sofferenze 

La stessa compassione ha spinto anche le persone “a farsi avanti con la Commissione indipendente per fornire informazioni in grado di alleviare le sofferenze delle famiglie delle vittime, e per aiutare il minuzioso lavoro forense mirato a cercare di trovare i corpi di chi è scomparso”. “I nostri cuori sono con voi – ha aggiunto il Primate d’Irlanda - Vi incoraggiamo, come ha detto spesso Papa Francesco, a ‘non lasciatevi rubare la speranza’. Siete nelle nostre preghiere”. D’altronde, ha concluso l’Arcivescovo di Armagh, “passione e compassione sono i temi ricorrenti della Settimana Santa” che ci ricorda che “dove c'è sofferenza, lì è presente Cristo Crocifisso. Allo stesso modo, Egli è presente dove c'è compassione, tenerezza, misericordia e gentilezza. E poiché Cristo è risorto, la speranza non può morire”.

29 marzo 2021, 14:34