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Ghana, allarme per libri di testo: incitano odio etnico

I testi per le scuole elementari relativi a “La storia del Ghana”, contengono inesattezze storiche ed usano termini dispregiativi. L'allarme è lanciato dal vescovo di Sunyani e presidente della Commissione per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale del Ghana. L’appello e l'esortazione insieme é : maggior cautela e sanzioni specifiche, la cultira deve unire non dividere

Isabella Piro - Città del Vaticano 

Si dicono preoccupati i vescovi del Ghana per i contenuti di alcuni libri di testo per le scuole elementari che sembrano incitare alla divisione e alle tensioni tra i diversi gruppi etnici del Paese. I volumi relativi a “La storia del Ghana”, infatti, contengono inesattezze storiche ed usano termini dispregiativi e ridicolizzanti della popolazione Ewe, che vive nella parte sudorientale della nazione. A lanciare l’allarme, in particolare, è Monsignor Matthew Kwasi Gyamfi, vescovo di Sunyani e presidente della Commissione per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale del Ghana, il quale, in un’intervista rilasciata il 18 marzo a “The Catholic Standard”, ha condannato esplicitamente i materiali didattici che riportano “contenuti tossici”. Pur riconoscendo la possibilità che non ci sia stata, da parte degli editori, una volontà specifica di introdurre questi contenuti, il presule ha comunque sottolineato che ciò non ne giustifica la diffusione. “La bellezza del popolo ghanese – ha evidenziato Monsignor Gyamfi – sta nel fatto che continua a vivere in pace e in armonia. Per questo, è necessario preservare questo spirito di unità”, pur nel contesto delle diversità locali.

L'appello della Chiesa: l'educazione crei unità

Di qui, l’appello che il presule ha lanciato al Comitato nazionale per il Curriculum e la valutazione (Nacca), affinché “riveda con occhio critico i testi didattici proposti e si assicuri che i contenuti siano sempre orientati all’educazione dello studente, in quanto l’educazione crea unità, non divisione”. Forte anche l’esortazione a “correggere le inesattezze fattuali riportate nei volumi scolastici, liberandoli da un linguaggio sprezzante che non ha nulla a che vedere con gli avvenimenti storici reali”. “Maggior cautela e sanzioni specifiche” sono, inoltre, richieste non solo per gli editori, ma anche per lo stesso Comitato, in quanto responsabile di mancato controllo.

Immediata la risposta del Nacca che ha ordinato il ritiro, dalle scuole pubbliche e private del Ghana, di tutti i libri di testo non approvati ufficialmente. In una dichiarazione a firma del direttore generale ad interim dell’organismo, John Mensah Anang, si informa che il Nacca ha notificato l’ordine di ritiro dal mercato a tutte le case editrici coinvolte, pena il ricorso ad azioni legali, nonché l’obbligo di fare pubblica ammenda, “attraverso la stampa, sia digitale che cartacea, e i social network”, per gli errori commessi. Sulla stessa linea si è posto il Ministro dell’Istruzione, Yaw Osei Adutwum, il quale ha respinto fermamente tutti i libri di testo “controversi che siano in circolazione”, ribadendo che il loro uso “non può essere approvato in nessun istituto scolastico”, di qualsiasi ordine e grado.

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22 marzo 2021, 13:56