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Fatima, padre Cabecinhas: "Ritorno dei pellegrini, fonte di gioia"

Nel santuario mariano portoghese di nuovo permesse le celebrazioni eucaristiche alla presenza dei fedeli. “Nel cuore di molti, c’era un’immensa voglia di poter di nuovo pregare dal vivo la Madonna del Rosario” dice il rettore, secondo il quale i pellegrinaggi non saranno più come prima: “Recuperare i grandi gruppi sarà difficile: ad essere protagonisti saranno singoli e famiglie". Cambierà anche la pastorale dell'accoglienza.

Federico Piana- Città del Vaticano

In Portogallo, la speranza di vincere la pandemia passa anche attraverso il Santuario di Fatima. Da alcuni giorni - dopo un piccolo rallentamento della diffusione del virus- nella Basilica della Santissima Trinità e nella Cappella delle Apparizioni, sono riprese le messe quotidiane alla presenza dei fedeli accompagnate dalla recita del rosario e dei vespri nella Basilica di Nostra Signora del Rosario.

La vocazione dell’accoglienza

“Per noi è una grande gioia poter riabbracciare, in tutta sicurezza, le numerose persone che vogliono venire qui perché la nostra prima vocazione è l’accoglienza dei pellegrini” dice padre Carlos Manuel Pedrosa Cabecinhas, rettore del santuario, il quale ci tiene a ricordare che “in realtà, il luogo di culto non ha mai chiuso le proprie porte, anche se, dal 23 gennaio scorso, le restrizioni personali avevano impedito, di fatto, ogni possibile visita”.

Ascolta l'intervista al rettore del Santuario di Fatima

Famiglie protagoniste

Nel cuore di molti c’era una voglia immensa di poter tornare dal vivo a pregare la Madonna del Rosario e di affidarle sogni e preoccupazioni. “Sentivano – spiega il rettore – la mancanza di questo luogo materno. E noi sacerdoti, ora, percepiamo l’emozione che provano essendo ritornati”. Ma tutto ciò non vuol dire che i pellegrinaggi siano possibili. “Al santuario, in questi giorni, arrivano famiglie e singoli fedeli, soprattutto delle zone limitrofe. Non ci sono gruppi, non ci sono tour. C’è solo la soddisfazione dei singoli pellegrini che visitano il santuario”.

Santuario come parrocchia

A rattristare l’animo di padre Cabecinahs, però, è proprio l’assenza dei pellegrini internazionali. Da sempre, il Santuario ha una vocazione universale e non sentire più “le lingue di tanti Paesi del mondo, ma solo il portoghese, mi preoccupa” ammette. Poi aggiunge che, comunque, quella di accogliere con più attenzione le famiglie locali rimane una grande sfida: “Durante la chiusura del Santuario, ai fedeli abbiamo assicurato la trasmissione delle celebrazioni tramite i social: è stato bello vedere che proprio le famiglie ci hanno ringraziato per la nostra costante presenza. Per molte di loro, il Santuario è diventato una vera e propria parrocchia, si è stabilito un nuovo e solido collegamento”.

Il futuro nei piccoli numeri

Quando la pandemia sarà terminata, i grandi pellegrinaggi a Fatima potranno riprendere come prima? Alla domanda, il rettore risponde con una previsione a lungo termine: “I pellegrinaggi saranno di piccoli gruppi, composti soprattutto da nuclei familiari, che si organizzeranno in modo spontaneo. Dunque, dovremo ripensare totalmente anche la nostra pastorale”.

19 marzo 2021, 08:00