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La Cei preoccupata per le conseguenze della pandemia La Cei preoccupata per le conseguenze della pandemia  (AFP or licensors)

Cei: preoccupazione per tenuta sociale dell’Italia, sostenere le famiglie

Abbraccia tutto l’arco della crisi scatenatasi con la pandemia, il comunicato finale del Consiglio episcopale permanente dei vescovi italiani, presentato stamani in una conferenza stampa on line. Al centro anche il cammino sinodale: “uno stile” capace di trasformare il volto della Chiesa italiana.

Debora Donnini – Città del Vaticano

“Preoccupazione per la tenuta sociale” dell’Italia viene espressa con forza dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana nel comunicato finale dei lavori che si sono svolti da lunedì a ieri. Si parla dell’esplosione di “vere e proprie ‘faglie sociali’”, tra i più ricchi e i sempre più poveri. Serve dunque senso di responsabilità da parte di tutti perché la forbice delle disuguaglianze non continui a allargarsi. Servono “politiche adeguate e coraggiose”. Una fotografia, dunque, sulla crisi profonda ma anche sulla necessità di agire concretamente. Forte dunque l’attenzione puntata su famiglie e giovani. “In questa fase delicata, è emersa l’urgenza di uno sguardo lucido sulla situazione attuale che si traduca in una presenza di speranza della comunità cristiana, ma anche in azioni concrete a sostegno delle famiglie e dei cittadini, in particolare quelli più vulnerabili”, si legge nel testo. Lo sguardo è fortemente rivolto alla questione natalità che peraltro, ha messo in luce il segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo alla conferenza stampa di presentazione, era già precedente alla pandemia. Un tema sul quale è dunque puntata l’attenzione dei vescovi italiani anche per la conferma del calo delle nascite: “per questo - ribadisce il testo -  appare quanto mai necessario lavorare, ognuno nel proprio ambito di competenza, per restituire fiducia e speranza ai giovani”. “Su di loro e sui più piccoli grava inoltre la scure della povertà educativa”, si prosegue.

Le strutture della Chiesa come centri vaccinali

Di fronte poi, al rischio dell’usura e delle problematiche legate ai debiti, si esorta a mettere in campo una rete di supporto. Centrale anche la questione occupazionale che non può essere disgiunta, si sottolinea, da quella ambientale. In merito, poi, alla campagna vaccinale da implementare, si ribadisce la messa a disposizione delle strutture edilizie delle Chiese in quel percorso già avviato in alcune diocesi. Rispondendo a una domanda, monsignor Russo conferma che la Conferenza episcopale italiana ha avuto "più contatti" con il nuovo governo guidato da Mario Draghi, a partire dall'incontro per la celebrazione dei Patti Lateranensi. Si tratta di un confronto con il premier e i ministri. Un dialogo che inizia, afferma, “nel segno della collaborazione nell’impegnarci, tutti insieme, ad uscire dalla crisi e a creare azioni che possano risollevare la vita del Paese, delle persone e delle famiglie”. Ribadita anche la prossimità a chi è in situazioni difficili: è stato proposto un ulteriore stanziamento di 60 milioni di euro da portare in Assemblea generale per l’approvazione.

Il cammino sinodale

A livello ecclesiale, al centro della riflessione di questi tre giorni è stato senz’altro il cammino sinodale sollecitato da Papa Francesco. Un cammino che rappresenta “più che un contenuto”, “un metodo”, “uno stile” capace di trasformare il volto della Chiesa che è in Italia. Per camminare insieme, non in linea col “si è sempre fatto così”. Centrale l’ascolto e la conversione missionaria delle comunità. Un percorso che, dunque, coinvolgerà tutte le componenti della Chiesa in Italia. Modalità e tempi di attuazione saranno discussi alla prossima Assemblea generale, prevista a Roma dal 24 al 27 maggio 2021, durante la quale verranno anche eletti due vicepresidenti. Altro punto fondamentale è quello di riprendere il percorso apertosi con l'incontro Mediterraneo frontiera di pace, tenutosi a Bari lo scorso anno. I vescovi dei Paesi che si affacciano sul Mare nostrum hanno convenuto che non deve restare un unicum ma bisogna dunque andare avanti con un dialogo coraggioso.

Una Pasqua nel rispetto delle norme anti - Covid

I riti e le celebrazioni pasquali “continueranno a svolgersi in sicurezza, secondo le indicazioni condivise col governo, che dicono che il sistema sta funzionando, nel rispetto della salute di tutti”, ha poi detto monsignor Russo, rispondendo alle domande dei giornalisti. “La Pasqua - ha aggiunto - è un momento di incontro importante per la comunità cristiana. C’è una salute del corpo, che va curata, ma certamente va sostenuta anche dalla salute dello spirito”. Al Consiglio permanente è stata anche ripresa la riflessione sulle tre Istruzioni della Congregazione per l’Educazione Cattolica sull’affiliazione, l’aggregazione e l’incorporazione degli Istituti di studi superiori. Ai vescovi è stata illustrata la mappatura delle Istituzioni in questione. Il confronto sul tema ha permesso di allargare lo sguardo ai Seminari e alla formazione sacerdotale. Sono anche stati presi in esame alcuni adempimenti, tra cui le approvazioni del Messaggio per la Giornata del Primo Maggio, del regolamento del Servizio Nazionale per la pastorale delle persone con disabilità, delle modifiche allo Statuto della Fondazione Missio, dell’aggiornamento del calendario delle Giornate di sensibilizzazione a carattere nazionale. Sono state anche fatte alcune nomine e è stato approvato il calendario delle attività della Conferenza Episcopale Italiana per il prossimo anno pastorale.

25 marzo 2021, 12:30