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Fraternità, via di cura contro l'antisemitismo: la strada indicata dai vescovi francesi Fraternità, via di cura contro l'antisemitismo: la strada indicata dai vescovi francesi  (ANSA)

L’impegno dei vescovi francesi nella lotta all’antisemitismo

In un documento consegnato al Rabbino capo di Francia, i presuli ribadiscono che la fraternità passa nell’impegno comune a contrastare una mentalità antisemita

Lisa Zengarini – Città del Vaticano

“La lotta contro l’antisemitismo riguarda tutti e i vescovi francesi affermano la loro ferma volontà di lavorare insieme a quanti e quante sono impegnati in questa lotta”. È uno dei passaggi chiave della Dichiarazione "Lottare insieme contro l'antisemitismo e l'antigiudaismo sarà il banco di prova di ogni vera fraternità" firmata dai membri del Consiglio permanente della Conferenza episcopale francese (Cef), il cui presidente è monsignor Éric de Moulins-Beaufort.  Il documento è stato consegnato lunedì primo febbraio al Rabbino capo di Francia, Haïm Korsia, e al presidente del Crif (Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia), Francis Kalifat, ricevuti per la prima volta in maniera solenne e ufficiale nella sede nella sede della Cef a Parigi.

Urgente non banalizzare la violenza

I vescovi francesi hanno da tempo rapporti intensi e regolari con la comunità ebraica e hanno lanciato ripetuti appelli per il rispetto reciproco e la pacificazione della società dopo gli attentati e gli omicidi fondamentalisti che hanno insanguinato negli ultimi tempi la Francia. Nell’attuale contesto di rigurgiti antisemiti, la Conferenza episcopale ha voluto tuttavia lanciare un messaggio forte alla comunità ebraica francese con un appello “ad essere particolarmente attenti” a questo fenomeno che - affermano - è un problema che riguarda tutti. Tale appello – evidenzia il documento – è “tanto più urgente in quanto, negli ultimi anni, abbiamo assistito a una preoccupante banalizzazione della violenza con il proliferare di parole e azioni che esprimono discriminazione e razzismo. I social network, che di per sé rappresentano una grandissima opportunità di comunicazione e trasmissione, sono anche uno spazio di espressione individuale e collettiva che non conosce, limiti beneficiando dell’anonimato che troppo spesso porta ai peggiori eccessi”.

La via della guarigione

Per i cattolici – ricordano i vescovi francesi – la preoccupazione per la rescrudenza dell’antisemitismo si iscrive nella filiazione spirituale che lega i cristiani all'ebraismo, come avevano già ricordato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. "Se la fede in Gesù ci distingue e ci separa, essa ci obbliga anche, ricordando le ore terribilmente buie della storia e conservando la memoria delle vittime della Shoah e degli omicidi antisemiti degli ultimi decenni, a riconoscere – scrivono - che guarire dall'antisemitismo e dall'antigiudaismo è il fondamento indispensabile di una vera fraternità universale". In questo impegnativo “percorso di guarigione”, i vescovi francesi esortano infine "non solo i cattolici, ma anche tutti i loro concittadini a lottare con forza contro tutte le forme di antisemitismo politico e religioso in sé e intorno a loro".

02 febbraio 2021, 12:52