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Cattedrale di Palermo Cattedrale di Palermo  

A Palermo, alla Messa dell’Epifania saranno usate 14 lingue

Lo fa sapere l'Ufficio Migrantes secondo cui al 31 dicembre 2019, nella città siciliana, gli stranieri residenti sono pari al 3,8% della popolazione. La celebrazione sarà dunque un abbraccio simbolico e un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità

Tiziana Campisi - Città del Vaticano

Alla celebrazione dell’Epifania che l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, presiederà nella cattedrale del capoluogo siciliano il 6 gennaio alle 10, saranno usate 14 lingue. Lo precisa l’Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Palermo che al Pontificale di mercoledì invita tutti i popoli a manifestare la volontà di voler vivere in armonia nel medesimo territorio, accogliendo la pace portata da Gesù. L’Ufficio Migrantes riferisce che, dai dati ufficiali, al 31 dicembre 2019, a Palermo risultano residenti 25.075 stranieri, pari al 3,8% della popolazione. Circa un terzo sono cristiani: cattolici, ortodossi e di diverse denominazioni evangeliche e protestanti. Sono migliaia, ancora oggi, le persone costrette a fuggire dalla loro patria, in particolare da Paesi asiatici, africani e dell’America latina a causa di piccole e grandi guerre, di discriminazioni economiche e degli effetti devastanti del clima. Nel 2019 è stato registrato un numero record di 79,5 milioni di rifugiati, fa sapere l’Ufficio Migrantes, pari all’1% della popolazione mondiale, 10 milioni in più rispetto all’anno precedente.

Attraverso i migranti riscoprire la nostra vita cristiana

“Interessarci dei migranti è interessarci di noi stessi perché viviamo tutti sulla medesima terra e siamo parte della medesima ‘famiglia umana’ - affermano Mario Affronti e padre Sergio Natoli dell’Ufficio Migrantes -. La presenza dei migranti e dei rifugiati è un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità senza contrapporli agli italiani. Non è in gioco solo la causa dei migranti - aggiungono dall’Ufficio Migrantes - non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. Anche attraverso i migranti il Signore ci invita a riscoprire e riappropriarci della nostra vita cristiana ed a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio”. A Palermo convivono comunità cristiane ghanesi, filippine, nigeriane, tamil, cingalesi, mauriziane, polacche e sono diverse le celebrazioni organizzate per loro. Ogni domenica, poi, una celebrazione interculturale si svolge alle 11 nella Chiesa Madonna dei Miracoli.

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05 gennaio 2021, 08:00