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Natale in Oriente, il Patriarca Sedrak: è la festa dei rapporti rinnovati

Le Chiese orientali cattoliche e ortodosse, che seguono il calendario giuliano, celebrano il Natale il 7 gennaio. Tra queste anche la Chiesa copta d'Egitto: il Patriarca di Alessandria dei copti si sofferma sul significato della solennità tra i cristiani dell'area

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

Il mondo cristiano, che segue il calendario giuliano festeggia il 7 gennaio il Natale. La festa della nascita del Signore in questo tempo difficile si arricchisce di significati. Il Patriarca cattolico di Alessandria dei copti, Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sedrak, evidenzia come, soprattutto oggi, il Natale debba essere uno sprone a rivolgerci agli altri, soprattutto gli ultimi e i più bisognosi:

ascolta l'intervista a Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sedrak

R. - Il Natale è per noi prima di tutto la celebrazione dell'incarnazione di Cristo nostro Salvatore e ancora è un invito per noi a rinascere con Cristo, a cambiare la nostra vita. Poi da un altro lato ci sprona a vivere i nostri rapporti in famiglia, con gli altri, pensare ai nostri fratelli che sono nel bisogno, che hanno bisogno di sentire la presenza di Gesù Salvatore.

Il Natale è festa dell'amore, festa della pace. Come coltivare questo auspicio ancora oggi?

R. - Noi cristiani siamo persone di speranza e quindi sono certo che l'uomo andrà avanti, sia pure con difficoltà. Quindi auguro a tutte le persone nel mondo di vivere la gioia interiore, la pace e anche di capire che abbiamo bisogno di recuperare i nostri rapporti familiari, umani, di amicizia, per uscire da noi e andare verso gli altri.

E’ solo la guerra oggi a minacciare la pace o ci sono anche altre sfide?

R. - Direi che le guerre esistono sempre, ma le guerre oggi non sono solo guerre di armi, anche se le armi continuano a esserci per motivi economici. Le guerre sono anche quelle tra le persone singole, il non riuscire a comunicare tra le persone. E' una guerra l'uomo che perde il significato della sua vita, quando non ha considerazione per i valori umani e spirituali, quando pensa che vita sia solo pensare a bisogni materiali. Ci sono altri valori da non perdere di vista, altrimenti perdiamo la vita stessa.

Il rispetto del Creato è uno di questi valori?

R. - Sì, certo: il rispetto del Creato, come il rispetto delle altre persone e soprattutto delle persone deboli, che non possono difendersi. Purtroppo c’è l'aborto, la schiavitù o quando la persona diventa schiava di se stesso.

L'anno scorso c'è stata la pubblicazione dell'enciclica di Papa Francesco Fratelli tutti. Questo documento ha ispirato in modo particolare questo Natale?

R. - Le encicliche ispirano sempre in positivo, oggi come in futuro. Noi viviamo in un mondo mediatico. Qualche volta siamo conquistati da tante belle parole, ma non si parla della vita interiore abbastanza.

Quanto è importante oggi il dialogo? Il Papa tra qualche settimana andrà in Iraq. Quali auspici possiamo esprimere?

R. - Il dialogo è sempre stato importante. Nel nostro mondo ne abbiamo bisogno ancora di più. Il Papa quando fa queste visite incoraggia, aiuta soprattutto in quei Paesi in cui la vita non è facile. Spero per il meglio e prego che questa visita sia una spinta per gli iracheni, un sostegno alla Chiesa e ai cristiani dell'Iraq, ma non solo i cristiani. Spero veramente che questa visita sia un sostegno per l’Iraq.

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06 gennaio 2021, 08:00