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Malawi, la Chiesa in aiuto delle persone albine

Nonostante il Codice penale impoga pene severe a chi agisce contro gli albini, questa categoria di persone continua ad essere emarginata dalle comunità e spesso oggetto di violenza a causa della sua diversità

Isabella Piro - Città del Vaticano

Aiutare le persone albine ad affrontare le loro sfide quotidiane: è l’operato portato avanti dalla Commissione episcopale Giustizia e Pace (Ccjp) della diocesi di Zomba, in Malawi, per difendere i diritti delle persone affette da questa malattia genetica, spesso vittime di pregiudizi, abusi e violenze.

Lavorare insieme 

La Ccjp distribuisce biciclette ad alcuni rappresentanti dei Gruppi in favore dei diritti comunitari, in tal modo potranno raggiungere meglio le persone albine là dove vivono ed aiutarle nelle loro difficoltà sociali. La Ccjp esorta anche i Gruppi a lavorare insieme ai responsabili delle comunità, per assicurare che i diritti degli albini siano sostenuti e tutelati senza compromessi, in modo pieno e durevole. L’iniziativa delle biciclette rientra nel progetto biennale sull’albinismo avviato dalla Commissione Giustizia e pace nella diocesi di Zomba.

Contro lo stigma

Da ricordare che, secondo alcuni dati diffusi da Amnesty International, il Malawi è uno dei Paesi in cui lo stigma contro gli albini è particolarmente diffuso. Nonostante negli anni passati sia stato modificato il Codice penale in materia, imponendo pene severe a chi agisce contro questa categoria di persone, gli albini continuano ad essere emarginati dalle comunità che li ritengono un’anomalia da eliminare, rapire, uccidere e smembrare, così da vendere i loro corpi a chi compie riti magici ritenuti propiziatori.

30 gennaio 2021, 09:57