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A Beirut è fondamentale assicurare l’istruzione

Tra le conseguenze dell’esplosione al porto del 4 agosto, Tommaso Santini - direttore dell'associazione Pro Terra Sancta - afferma: “Il problema più grande riguarda tutti quei bambini che non vanno più a scuola. E sono più di quelli che ci immaginiamo”

Tiziana Campisi - Città del Vaticano

Dalle pagine web di Terrasanta.net, arriva l'appello e l'impegno di Pro Terra Sancta a favore della popolazione del Libano. Il direttore dell'associazione, Tommaso Saltini, è da poco rientrato dalla capitale del Paese dei Cedri, dove le esplosioni del 4 agosto 2020 hanno provocato gravissimi danni nell'area del porto. “Quest’anno - afferma Saltini - vogliamo impegnarci di più per sostenere la popolazione libanese. Oltre a fornire i beni di prima necessità, fondamentali in questo momento di emergenza, la priorità rimane l’istruzione. Siamo consapevoli - prosegue il direttore - della grave emergenza educativa che il Libano sta affrontando e siamo pronti a investire perché i bambini tornino a scuola”.

Bambini e istruzione

Per il direttore di Pro Terra Sancta, assicurare l’istruzione è fondamentale per far ripartire il Paese e per una ripresa nel lungo periodo. Nei mesi che sono seguiti alle devastanti deflagrazioni, l'associazione ha sostenuto centinaia di famiglie. Ora, per aiutare il Libano a rialzarsi, l’obiettivo è la scuola per i bambini.

Beirut oggi

Terrasanta.net riferisce che a Beirut le macerie sono ancora ben visibili, la crisi è sempre più profonda e il quadro sanitario non è incoraggiante; il Paese, infatti, è entrato in un nuovo lockdown, dopo che gli ultimi dati hanno segnato oltre tremila contagi in un solo giorno. Dall’inizio della pandemia si registrano 220mila contagi, ma negli ospedali mancano posti e respiratori. Il governo ha imposto un coprifuoco e uno stop totale delle attività (fatta eccezione per l’aeroporto) e la nazione è sull’orlo del collasso: cominciano a mancare posti di lavoro e si esauriscono i risparmi.

Le attività di Pro Terra Sancta

Pro Terra Sancta ha allestito nei giorni successivi all’esplosione un centro di emergenza nel cortile del convento francescano di Gemmayzeh e sono sempre più numerose le persone che vi si rivolgono per ricevere aiuto. Ad oggi il centro, grazie anche al generoso contributo di tanti donatori, sostiene 500 famiglie con la distribuzione di pacchi alimentari e di dispositivi di protezione medica. A queste famiglie se ne aggiungeranno altre 400 nei prossimi mesi. Inoltre, continuano i lavori di ristrutturazione del convento francescano, duramente colpito dall’esplosione, e di venti case danneggiate, alcune delle quali devono essere ricostruite. Presto sarà attivo anche un dispensario medico che ha già ricevuto un numero enorme di richieste di medicinali, difficilmente reperibili da chi nell’esplosione ha perso tutto.

18 gennaio 2021, 13:28