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“Tutelare i giovani e le fasce più deboli”: gli impegni di monsignor Lachovicz

L’Esarca dei cattolici ucraini di rito bizantino in Italia traccia le priorità del suo impegno pastorale non dimenticando le sfide che la pandemia impone anche per tanti lavoratori ucraini che vivono lontani da casa

Davide Dionisi - Città del Vaticano 

Nominato da Papa Francesco esarca, lo scorso 24 ottobre, Monsignor Dionisio Lachovicz è la nuova guida dei fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia. L’esarcato conta attualmente 152 comunità, si avvale del supporto di 67 sacerdoti e di un numero consistente di presbiteri che studiano presso le accademie pontificie a Roma. A questi si aggiungono anche congregazioni maschili e femminili. “La nostra priorità è evangelizzare” ha sottolineato l’Esarca nel corso di una intervista esclusiva rilasciata a Vatican new service.

 

I giovani , la Curia e i servizi sociali

“Al centro della nostra attenzione ci sono i bambini ed i giovani che rappresentano il futuro dell’esarcato. La sfida più grande è quella di preservarli dal processo di secolarizzazione in corso e, al tempo stesso, favorire la loro integrazione. Siamo chiamati anche ad uno sforzo sul piano organizzativo: dobbiamo creare la Curia, i Consigli per il clero, per la pastorale, per l’economia, così come le diverse commissioni. Siamo chiamati, inoltre, a formalizzare, secondo i canoni, il ministero dei sacerdoti nell’esarcato, accordandoci con i vescovi latini riguardo l’uso delle chiese”. Secondo Mons. Lachovicz “È necessario pensare ad interventi che prevedano il coinvolgimento dei servizi sociali. Pensiamo a tutte quelle donne ucraine, in servizio come domestiche, che rischiano di perdere il loro lavoro a causa della pandemia. Dopo tanti anni di sacrificio non sarebbero in grado di tornare a casa e trovare un’occupazione per sostenere le loro famiglie. La nostra Chiesa deve aiutare queste persone che hanno bisogno di sostegno spirituale, psicologico ed economico”.

Prima della nomina, l’Esarca era Visitatore Apostolico per i fedeli greco-cattolici ucraini in Italia e in Spagna. Il suo compito era quello di raccogliere informazioni riguardanti i fedeli ucraini e i sacerdoti che si occupavano di loro. Inoltre coordinava le attività pastorali e aiutava i vescovi latini ad individuare presbiteri per le comunità ucraine. “Il Covid impone tanti limiti” riprende Mons. Lachovicz “Non si può viaggiare, visitare le comunità e organizzare pellegrinaggi. Come Visitatore Apostolico, prima dell’inizio della pandemia ho incontrato i gruppi ogni fine settimana. E’ stata un’esperienza molto importante e per questo intendo potenziare ulteriormente il legame che si è creato con l’Esarcato. E’ uno degli impegni che assumeremo ufficialmente nel corso dell’Assemblea (Sobor) che si svolgerà dall’11 al 15 dicembre prossimo”.

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07 dicembre 2020, 07:39