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Effetti del tifone Vamco nelle Filippine Effetti del tifone Vamco nelle Filippine   (ANSA)

Tifoni nelle Filippine, i vescovi: non perdiamo la speranza

Da Legazpi, dove in circa quindici giorni si sono abbattuti due violenti tifoni che hanno provocato morte e distruzione, parla il vescovo per invitare alla solidarietà "mano nella mano" famiglie, parrocchie, quartieri, perchè il Paese possa risollevarsi

Isabella Piro - Città del Vaticano 

Suona come una forte voce di incoraggiamento quella rivolta ai fedeli delle Filippine da monsignor Joel Baylon, vescovo di Legazpi, dove in circa quindici giorni si sono abbattuti due violenti tifoni che hanno provocato morte e distruzione. 

“Non arrendetevi – ha detto ieri il presule – Affrontate la situazione con una nuova speranza e con la ferma volontà di risorgere dalle rovine per ricostruirle”, “aggrappandovi alla fede”. Ricordando le tante calamità naturali a cui è sopravvissuta, nel tempo, la popolazione filippina – eruzioni vulcaniche, inondazioni, frane ed altri tifoni – il vescovo ha ribadito che i cristiani “sono chiamati a fare quello che hanno sempre fatto: pieni di fede e di fiducia in Dio che non li abbandona, ricostruiscono e vanno avanti”. Di qui, l’esortazione alla solidarietà ed alla collaborazione reciproca, così da ripartire tutti “mano nella mano”. "Facciamo sì che le nostre città, i paesi, le periferie, le parrocchie, i quartieri e soprattutto le nostre famiglie – ha concluso monsignor Baylon - tornino ad essere comunità di cura e di condivisione, di fiducia reciproca e di fede viva”.

La voce del Papa per milioni di poveri e sfollati

Nelle stesse ore dell'appello del presule anche il Papa all'Angelus domenica, faceva conoscere al mondo la realtà di distruzione che sta colpendo le Filippine, invitando tutti alla preghiera per coloro che ne sono vittime specie i più poveri. Flagellate dal passaggio dei tifoni Goni e Vamco, che hanno causato, nel complesso, più di 60 morti e un milione di sfollati, le Filippine vedono la maggior parte della popolazione ancora priva di elettricità, soprattutto a Manila e nelle province periferiche. Intanto, la macchina della solidarietà si è messa in moto e gli aiuti di prima necessità hanno già raggiunto le zone più colpite, grazie all’intervento della Caritas nazionale e locale. Ieri, all’Angelus, anche Papa Francesco ha rivolto un pensiero particolare al Paese asiatico: “Sono vicino con la preghiera alle popolazioni delle Filippine, che soffrono a causa delle distruzioni e soprattutto delle inondazioni provocate da un forte tifone – ha detto - Esprimo la mia solidarietà alle famiglie più povere ed esposte a queste calamità, e il mio sostegno a quanti si prodigano per soccorrerle”.

16 novembre 2020, 09:07