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Alla Custodia di Terra Santa, la chiesa di San Giovanni Battista

Irraggiungibile da 1967, il luogo di culto sorge lungo la riva del fiume Giordano dove Gesù ricevette il battesimo e nei prossimi mesi sarà accessibile ai pellegrini

Tiziana Campisi - Città del Vaticano

La chiesa di San Giovanni Battista, nell’area di Qasr Al-Yahud, il luogo dove Gesù ha ricevuto il battesimo - sulle rive del fiume Giordano - è stata riaffidata dalle autorità israeliane alla Custodia di Terra Santa. La superficie su cui è ubicata e dove si trova anche un monastero, non era accessibile dal 1967 perché trasformata in un campo minato e poi in una zona militare recintata. 

L'opera di bonifica

Con il consenso delle Autorità Israeliane e Palestinesi, riferisce la Custodia di Terra Santa, la Halo Trust, un’organizzazione Britannica specializzata nello sminamento, ha avviato un progetto di bonifica nell’area del Battesimo di Gesù e sono state rimosse circa 4000 mine. Ciò ha consentito ad otto chiese della regione - cattolica, greco-ortodossa, armena, copta, etiope, rumena, siriaca e russa - di riprendere possesso delle rispettive proprietà.

L'opera di recupero

I frati francescani hanno cominciato ad organizzare dei pellegrinaggi al fiume Giordano nel 1641, racconta fr. Ibrahim Faltas. “All’inizio del 1920 hanno cominciato ad acquistare i terreni e a fare progetti per costruire delle chiese. Nel 1933 hanno costruito una cappella che ora si trova praticamente sul fiume” spiega precisando che la chiesa di San Giovanni Battista risale invece al 1935. “Il sito sarà accessibile ed utilizzabile e nei prossimi mesi si comincerà un lavoro più profondo di recupero e di valorizzazione di tutta la proprietà attraverso la realizzazione di spazi di preghiera che permettano ai pellegrini di vivere un’esperienza più intensa - precisa Leonardo Di Marco, direttore dell’Ufficio Tecnico Custodiale -. Avranno a disposizione luoghi per pregare e meditare”.

15 novembre 2020, 08:00