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Centro minori - Fonte di Ismaele Centro minori - Fonte di Ismaele 

"Fonte di Ismaele": uno spazio a misura di bambino nella periferia romana

Inaugurato a Roma, sulla via Palmiro Togliatti, un nuovo Centro dedicato al sostegno e all'ascolto dei minori. L'opera è stata realizzata dall'Istituto di Medicina Solidale con il sostegno dell'Elemosineria Apostolica e dell'associazione 'Dorean Dote' ed è dedicata al gesuita padre Paolo Dall'Oglio

Luca Collodi - Città del Vaticano

In un contesto educativo che è quello salesiano, nel quartiere romano della Palmiro Togliatti, in questo tempo difficile per tutti ma soprattutto per i più piccoli, è stato inaugurato questo pomeriggio uno spazio pensato proprio per loro. Luogo di accoglienza, ascolto e crescita là dove il lockdown e ancor prima il degrado e la solitudine, hanno tolto ai bambini ciò che loro è necessario. Un momento dunque di gioia: la realizzazione è dell'Istituto di Medicina Solidale con il sostegno dell'Elemosineria Apostolica e dell'associazione 'Dorean Dote'. Presenti all'inaugurazione, tra gli altri, il cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere del Papa, il cardinale eletto Paolo Lojudice e Mariella Enoc, presidente dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Momenti dell'inaugurazione
Momenti dell'inaugurazione

"Oggi, spiega la dottoressa Lucia Ercoli, responsabile dell'Istituto di Medicina Solidale a Radio Vaticana Italia, troppi piccoli 'Ismaele' sopravvivono nel deserto delle periferie delle nostre città. Per molti di questi bambini la strada è il luogo dove crescere": 

Ascolta l'intervista a Lucia Ercoli

R.- Il Centro vuole essere un luogo pensato a misura di minore, di bambino, un luogo in cui il bambino sia il centro. Durante il lockdown, noi abbiamo continuato a lavorare nelle periferie scosse di Roma Città metropolitana,  garantendo assistenza ad una popolazione di 700 bambini. Di questi il 60% appartiene a famiglie che dichiara un ISEE, (l’indicatore della situazione economica, ndr)  inferiore ai 1000 euro l'anno. Parliamo di bambini che vivono in case occupate, in insediamenti informali, bambini che sono privati del diritto più importante che è quello di un'infanzia che costruisca una persona serena. Per cercare di lenire questa sofferenza, grazie alla disponibilità  di una struttura che ci è stata data in comodato d'uso dalle suore salesiane, nella scuola Don Bosco sulla Palmiro Togliatti, quindi proprio all'interno di un contesto educativo che da anni assicura questa attenzione all'infanzia. Un luogo in cui il bambino sia ascoltato sotto diversi aspetti, perché la povertà peggiore di un bambino povero è quello di non essere ascoltato. E il mancato ascolto della persona di età minore, colpisce tutta l'infanzia. In Italia c'è ancora tanta strada da fare rispetto a questo. Le decisioni sono spesso prese sulla testa dei bambini e non a partire dai bambini, con le tragedie che ne conseguono.

Inaugurazione a Roma
Inaugurazione a Roma

Il nuovo centro romano si chiama ‘Fonte di Ismaele’ ed è dedicato al gesuita padre Paolo Dall'Oglio…

R.- Sì, perché padre Paolo, rapito in Siria oltre 6 anni fa, aveva questa importante rubrica sul dialogo islamo cristiano in cui parlava della fede di Ismaele, figlio di Abramo. Cioè di quei bambini condannati a vari tipi di deserti. Ismaele fu abbandonato dal padre, ma su quell’esclusione e su quel pianto Dio si era reso presente dandogli l'acqua necessaria, la fonte di Ismaele, per attraversare il deserto. Questo vuole essere il nostro centro, accogliere i bambini a partire dal loro ascolto.

Sono molti i minori in difficoltà nelle periferie romane. Se ne parla poco, perché?

R.- Non se ne parla per niente. Abbiamo dovuto aspettare mesi prima di avere la nomina di un Garante per l’infanzia nominato nella persona di un magistrato di altissimo profilo, la dottoressa Carla Garlatti, che spero inizi a riportare in alto l'attenzione sui bambini. Nelle periferie il disagio naturalmente aumenta perché le opportunità, gli strumenti e le alternative sono ridotte. Ed ecco perché è importante rimanere nelle periferie e lì cercare di costruire servizi dove i bambini possono essere accolti, ascoltati, accompagnati nel loro percorso di crescita.

Ercoli, quali  sono le povertà dei bambini nelle periferie di Roma?

R.- Innanzitutto la povertà educativa perché in pandemia la didattica a distanza non è alla portata di tutti. La seconda è quella diciamo di contesti per la loro accoglienza, aggregazione e socializzazione. Per molti di questi bambini la strada è il luogo in cui crescere. Bisogna che l'agenda politica, oltre ai proclami, si interroghi e cominci a dare delle risposte, perché i bambini sono il nostro futuro. Una cosa importantissima sui bambini immigrati che nascono in Italia e studiano nelle scuole italiane, intendo anche i bambini dei campi rom, bisogna dare loro la cittadinanza.

19 novembre 2020, 16:24