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Il cardinale Nichols: no ai tagli agli aiuti ai Paesi poveri

La preoccupazione del presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles dopo l’annuncio del governo britannico di voler tagliare gli aiuti allo sviluppo

Lisa Zengarini – Città del Vaticano

 “La grandezza di una nazione si misura dal modo in cui risponde ai bisogni dei suoi poveri e lo stesso vale per la risposta alla povertà tra le nazioni”. Con queste parole, il cardinale Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles (Cbcew), si unisce alle preoccupazioni espresse dalle organizzazioni umanitarie e dal primate anglicano Justin Welby sui tagli annunciati dal governo britannico agli aiuti allo sviluppo. La misura è contenuta nella revisione di bilancio proposta questa settimana dal Ministro delle Finanze Rishi Sunak e prevede un taglio percentuale dello 0,2% (dallo 0,7% allo 0,5%), pari a circa 4 miliardi di sterline rispetto al 2019. Posizioni critiche sono state espresse anche da alcuni esponenti del Partito Conservatore.

Un drammatico passo indietro

In una lettera a tutti i parlamentari, il cardinale Nichols parla di “un passo indietro” per il Regno Unito.  “Le grandi tragedie della migrazione forzata di massa e della tratta di esseri umani devono essere affrontate alla radice. Programmi di aiuto attentamente mirati e ben gestiti sono una parte essenziale di questo sforzo”, sottolinea l’arcivescovo di Westminster, citando il monito di Papa Francesco nella recente Enciclica "Fratelli tutti" per cui “o ci salviamo tutti o nessuno si salva” e la povertà di alcuni “finisce per impoverirci tutti”.

L’appello alla politica

Il cardinale Nichols esorta quindi tutti i partiti a rispettare l’impegno da essi assunto durante l’ultima campagna elettorale a favore dei Paesi in via di sviluppo, soprattutto alla luce dell'attuale emergenza sanitaria: “In questi tempi straordinariamente difficili, non dovremmo ritirarci dalle nostre responsabilità nei confronti dei più vulnerabili del mondo, soprattutto perché combattere la diffusione del Covid-19 significherà necessariamente per i Paesi più ricchi sostenere quelli più poveri per l’acquisto dei vaccini e per contribuire a programmi di vaccinazione di massa”, sottolinea il primate cattolico inglese esprimendo, in conclusione, l’auspicio che questo invito alla saggezza e alla compassione prevalga sulle pur comprensibili esigenze di bilancio.

29 novembre 2020, 10:00