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Germania. Overbeck: fragilità e speranza le parole chiave della pandemia

La riflessione di monsignor Franz-Josef Overbeck, presidente della Commissione per le Questioni sociali della Conferenza episcopale tedesca: porre al centro l'essere umano come "portatore, creatore e fine di tutte le istituzioni sociali", riconoscendolo "nella sua dignità donatagli da Dio, dalla quale ha diritto alla libertà e alla responsabilità per lo sviluppo delle sue risorse"

Roberta Barbi - Città del Vaticano

Attraverso il sito dell'Episcopato, il vescovo di Essen e presidente della Commissione per le Questioni sociali della Conferenza episcopale tedesca, ricorda che la pandemia di Coronavirus mette in evidenza la fragilità dell'esistenza umana e pone domande fondamentali sulla nostra convivenza sociale. Tra le osservazioni centrali sull'attuale crisi, ci sono l'evidente necessità del benessere sociale e dello Stato sociale; il rafforzamento della consulenza politico-scientifica e una valutazione dei processi basata sui fatti, oltre al rinnovato, grande interesse per le questioni etiche. Fragilità e speranza: queste le parole chiave della pandemia, secondo il presule.

L'attenzione alle famiglie

Nella sua riflessione, monsignor Overbeck riprende il tema della fraternità, che Papa Francesco sostiene nella sua recente enciclica ‘Fratelli tutti’, e che va inteso in particolare come espressione del principio etico-sociale fondamentale della solidarietà. Inoltre, la famiglia ha bisogno di essere rafforzata e, in vista della giustizia intergenerazionale, è necessaria un'attenzione particolare per i bambini e i giovani.

Una Chiesa che apprende e ascolta

Le misure di politica sociale dovrebbero, quindi, secondo il presule, fornire un sostegno mirato alle persone e ai settori, ma non dovrebbero spostare indebitamente gli oneri verso il futuro. Inoltre, si sottolinea il valore dei processi di negoziazione democratica e si chiede la solidarietà su scala europea e globale. Il testo sostiene la necessità di porre al centro l'essere umano come "portatore, creatore e fine di tutte le istituzioni sociali", riconoscendolo "nella sua dignità donatagli da Dio, dalla quale ha diritto alla libertà e alla responsabilità per lo sviluppo delle sue risorse". La Chiesa stessa sente "il cambiamento e la vulnerabilità delle strutture cresciute" e deve essere, secondo il vescovo Overbeck, "una Chiesa che apprende e ascolta e che accompagna la ricerca delle tracce di Dio in questo tempo e nella realtà in modo nuovo".

28 novembre 2020, 08:00