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Covid-19 in Sicilia, report della Caritas in tempo di lockdown

Leggere la realtà del territorio diocesano e monitorare i servizi forniti alle persone in difficoltà dall'inizio della pandemia. Questo nei dati dell'Osservatorio Caritas del capoluogo siciliano, migliaia le famiglie aiutate

Alessandra Zaffiro - Palermo 

Il quotidiano bollettino sui casi Covid-19 del Ministero della Salute parla con i numeri ma quei numeri sono persone che combattono il coronavirus, che sono guarite o, peggio, che strappate dai loro affetti, non sono riuscite a vincerlo. In ogni regione si vorrebbe tirare un sospiro di sollievo e così, mentre parole fino a gennaio quasi irrilevanti come mascherina, distanza sociale e gel igienizzante cambiano profondamente le nostre vite, i numeri ci inchiodano alla realtà, al senso di responsabilità. Una responsabilità che può essere addolcita con un gesto di partecipazione diretto o indiretto nei confronti di chi si trova in difficoltà. 

Tutti sulla stessa barca, fragili ma nello stesso tempo importanti

“Da settimane sembra che sia scesa la sera - ha detto Papa Francesco durante il momento di preghiera straordinario in tempo di pandemia sul sagrato di Piazza San Pietro lo scorso 27 marzo - Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti”. 

I dati del contagio in Sicilia. Tra le vittime del Covid due sacerdoti 

Secondo gli ultimi dati del bollettino del Ministero della Salute in Sicilia i nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono 1.871, 34 in più rispetto al giorno prima. Il dato che preoccupa però è il totale delle vittime nell’isola dall’inizio della pandemia: 1.055, aumentati di 40 in sole 24 ore.  Attualmente i contagiati nell’isola sono 33.581, 1.479 in più rispetto al giorno prima.  

Crescita minima dei ricoveri in 24 ore: 4 in regime ordinario, per un totale di 1.532,  nessun caso in più in terapia intensiva rispetto a 24 ore prima, 240 in tutto.  31.809 in isolamento domiciliare, 1.475 in più, in 24 ore.

Tra le vittime anche tre sacerdoti: padre Girolamo Casella, positivo al covid-19, morto per un infarto mercoledì a 55 anni all’ospedale Civico di Palermo, dove era ricoverato. Prima diacono, poi sacerdote dei Servi dei poveri del Beato Giacomo Cusmano, insegnava religione all’istituto Lombardo Radice del capoluogo siciliano. Don Casella, ricoverato all'ospedale Civico da sabato scorso, era stato ordinato presbitero appena lo scorso 24 settembre, dal vescovo di Caltagirone, Calogero Peri. La notizia del suo decesso, diffusa sui social dall’arcidiocesi, è stata accolta con commozione da quanti lo conoscevano, in particolare alla Kalsa. L’Arcidiocesi di Palermo piange anche la scomparsa venerdì scorso di padre Gerardo Garofalo, di 77 anni, ricoverato anch’egli al Civico per coronavirus, che ha aggravato una situazione clinica già precaria. A causa del Covid è venuto a mancare oggi anche padre Alessandro Manzone, 70 anni, della parrocchia Maria Santissima Madre della Misericordia di Palermo. Ricoverato da diversi giorni all’ospedale Civico a causa delle complicazioni per il coronavirus, le sue condizioni erano apparse critiche. L’Arcivescovo di Palermo, Monsignor Corrado Lorefice, celebrerà le esequie domani alle 12 presso la parrocchia Maria Santissima Madre della Misercordia con la partecipazione dei familiari secondo le disposizioni vigenti.

 

Cinque le zone rosse in Sicilia: sono i Comuni di Misilmeri, nel Palermitano, Cesarò e San Teodoro, in provincia di Messina, Vittoria, nel Ragusano, e Bronte, nel Catanese. A queste, da domani, si aggiungono Acate e Comiso, nel Ragusano, Ciminna, in provincia di Palermo e Maniace, in provincia di Catania. I dieci Comuni resteranno zona rossa fino al 3 dicembre.

Il Report della Caritas di Palermo 

A Palermo la pandemia non ha fermato la solidarietà. Il Report dell’Osservatorio Diocesano delle Povertà e delle Risorse della Caritas di Palermo, cui afferiscono 39 centri, racconta proprio gli interventi e le azioni in questo tempo di emergenza da Covid-19 dal 15 marzo al 31 maggio di quest’anno. 

“La Caritas Diocesana di Palermo - informa l’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Palermo - alla luce dei DPCM e delle disposizioni del Governo, delle indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana e del nostro Arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice, in raccordo costante con le autorità amministrative del territorio, non ha mai interrotto e continua a mantenere i servizi essenziali in favore delle persone più fragili e bisognose, nel rispetto delle norme igieniche e sanitarie per la tutela della salute di tutti”.  

Secondo il report, le prime fasi del periodo pandemico, da marzo a maggio, hanno registrato l’attivazione di reti solidali di fronte ai nuovi, crescenti e impellenti bisogni: ad esempio quelli di numerosi dipendenti di attività costrette ad abbassare le saracinesche, quelli dei cosiddetti “lavoratori a giornata”, dei precari, dei tantissimi soggetti che sopravvivono con il lavoro sommerso; ma anche dei tanti che si sono trovati in quarantena oppure da soli e che non riuscivano a reperire beni di prima necessità.  

Parallelamente, si sono acuiti i bisogni di chi, a diversi livelli, viveva già prima della quarantena in situazione precaria, come i senzacasa, le famiglie straniere senza documenti, italiani senza reddito, neanche quello di cittadinanza, e senza residenza che, adesso più di prima, vivono profondamente lo stato di isolamento ed emarginazione.  

Don Sergio Ciresi: “Il Covid ha provocato nuove povertà” 

“La Pandemia e questa emergenza Covid – spiega don Sergio Ciresi, vice direttore della Caritas Diocesana di Palermo - ha provocato nuove povertà. Tra queste appunto, sono i commercianti: sono venuti a chiedere aiuto e continuano a chiedere aiuto tanti esercenti che prima della pandemia lavoravano, e quindi riuscivano a pagare il canone d’affitto, a pagare i dipendenti, a pagare anche le tasse e si sono ritrovati a non poterlo più fare. Questo naturalmente ha creato grande sofferenza in queste famiglie, in questi esercenti. Queste sono le nuove povertà che ha portato la pandemia, insieme a tutte quelle realtà che già arrancavano, quindi abbassando le saracinesche sono state costrette a bussare alla porta della Caritas e noi prontamente  - conclude don Ciresi - li stiamo sostenendo, accompagnando, tra l’altro, anche con un progetto specifico di Caritas italiana, che è rivolta proprio ai commercianti”.

I tanti volti della solidarietà 

L’esperienza della pandemia a Palermo ha inoltre evidenziato un diffuso spirito di solidarietà e sviluppato una rete di collaborazione a tutti i livelli, sia con le istituzioni,  Comune, Città Metropolitana e Regione, per la gestione della centrale unica di distribuzione e di assistenza alle persone senza dimora, sia a livello ecclesiale, in cui  hanno collaborato l’ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro, la Pastorale Giovanile, l’ufficio Ecumenico e del dialogo interreligioso, la Fondazione Migrantes, la realtà confraternale, le parrocchie dell’Arcidiocesi e la Delegazione Regionale delle Caritas Diocesane.  Decisiva, infatti, anche la collaborazione di tante realtà commerciali della distribuzione alimentare, quali Lega Coop, COOP 3.0, Conad, Centro Olimpo, Prezzemolo e Vitale, Fiasconaro e, in particolare, i supermercati Decò per l’iniziativa della “Spesa SOSpesa”. Non è mancato il contributo di Croce Rossa Italiana, Agesci, Banco Alimentare, Banco Farmaceutico, Banco delle Opere di Carità con diversi gruppi e associazioni di volontariato, e ancora CNA, ERSU, Palermo Calcio, Acli. 

Il sostegno alimentare 

Relativamente al sostegno alimentare, tra marzo e maggio sono state raggiunte 5.024 famiglie per un totale di oltre 13 mila persone. Grazie ai 13 Centri Parrocchiali, alle associazioni del Terzo Settore e agli operatori del servizio a domicilio sono state direttamente raggiunte 3.515 famiglie per un totale di 11.267 persone. 

L’ascolto 

Il servizio di ascolto telefonico durante il lockdown è stato garantito tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30 per la ricezione delle richieste di aiuto. Nel periodo tra il 16 marzo e il 16 aprile sono pervenute più di 1.600 chiamate, sino ad arrivare al 15 maggio, in cui il centralino ha registrato oltre 2.000 famiglie contattate. Alcune parrocchie attraverso i volontari Caritas hanno continuato ad essere presenti e a star vicino alle famiglie e ai singoli attraverso il contatto telefonico. 

Il volontariato 

Nell’ambito del volontariato, sono arrivate più di 400 disponibilità, delle quali venti sono state impegnate direttamente nelle mense, nella distribuzione viveri e indumenti, nel coordinamento per il ritiro e le redistribuzioni dei prodotti donati dai tanti supermercati. 

La spesa a domicilio, accoglienza e mense

La distribuzione domiciliare è stata gestita dal gruppo scout Agesci “Zona Conca d’Oro” con il raccordo dei gruppi scout Agesci “Zona dello Stretto”, “Zona tre Colli” – Calabria, ex Capi scout Agesci e i volontari della parrocchia S. Ambrogio (Marinella), supportando 906 famiglie per un totale di 3.406 persone. In collaborazione con La Croce Rossa Italiana sono state gestite le situazioni di quarantena domiciliare dei soggetti privi di risorse familiari e/o economiche. Sono state così raggiunte e sostenute 68 famiglie. Si sono subito attivate e rafforzate le attenzioni ai poli di accoglienza notturna in convenzione con il Comune di Palermo che, in accordo con gli enti locali, si sono trasformati in comunità di accoglienza 0/24 e nel Centro San Carlo, gestito dalla Panormitana, sono state accolte 32 persone. A partire dal 16 marzo, inoltre, è stata garantita un’azione di implementazione pasti da asporto rivolta alla tre mense attive nel territorio, San Carlo, Madonna della Provvidenza - Don Orione e Cuore Eucaristico – Boccone del Povero, grazie al progetto PON Inclusione “La Mia Casa”, in coprogettazione con la città Metropolitana di Palermo. In questo periodo si sono registrati picchi di presenza, raggiungendo i 330 pasti giornalieri. Nel solo periodo tra marzo e maggio sono stati distribuiti 21.450 pasti e ne hanno usufruito 680 persone senza dimora o in grave marginalità. 

L’unità mobile di strada 

E’ stato svolto un servizio di pronto intervento nei luoghi frequentati dai senza dimora garantito dal progetto Pon Inclusione “La Mia Casa”, in coprogettazione con la città Metropolitana di Palermo. L’unità di strada, costituita da responsabile, volontari turnanti e due mediatrici, nel periodo pandemico ha permesso di regolare l’affluenza per la distribuzione dei pasti da asporto presso le mense, fornendo inoltre bottigliette d’acqua e presidi sanitari di sicurezza. 

Il supporto agli studenti e agli anziani delle case di riposo

La Caritas Diocesana di Palermo, attraverso i centri di ascolto e l’interlocuzione con le scuole e le associazioni laiche ed ecclesiali operanti nel territorio, è intervenuta con l’acquisto di pc portatili e tablet per garantire la didattica a distanza agli studenti delle scuole elementari e degli istituti superiori di primo e secondo grado e agli studenti universitari. La Caritas Diocesana ha infine provveduto al sostegno di 26 case di riposo di ispirazione ecclesiale attraverso fornitura di presidi igienico sanitari e dispositivi di protezione individuale per un totale di 675 persone. 

20 novembre 2020, 08:29