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Vatican News

Australia, un piano d'azione a favore degli aborigeni

Correggere le “ingiustizie del passato” promuovendo nuovi e più stretti rapporti con le popolazioni aborigene in Australia, vittime di espropriazioni, deportazioni, violenze da parte dei coloni europei e ancora oggi oggetto di emarginazione e Con questo obiettivo l’arcidiocesi di Brisbane, ha lanciato uno speciale Piano di azione per la riconciliazione

Lisa Zengarini - Città del Vatiacano

Frutto di quattro anni di consultazioni con rappresentanti delle Prime Nazioni, il Piano di azione per la riconciliazione (Rap) ha il sostegno del Consiglio cattolico degli aborigeni e degli abitanti delle Isole dello Stretto di Torres del Queensland e della Reconciliation Australia, un’organizzazione no-profit impegnata nella promozione della riconciliazione con i popoli originari australiani. Il Rap - rende noto un comunicato dell’arcidiocesi - è stato lanciato ufficialmente questa settimana con una Messa presieduta dall’arcivescovo di Brisbane Mark Coleridge nella cattedrale della città, seguita da una cerimonia tradizionale indigena, il “Welcome Home”, alla presenza dei rappresentanti delle comunità aborigene.

Ferite ancora aperte

“Le ingiustizie contro le Prime Nazioni sono una ferita ancora aperta nel nostro Paese”, ha ricordato il presule nell’omelia definendole il “peccato originale” dell’Australia. “Il Rap - ha sottolineato - è il risultato di un profondo ascolto delle popolazioni indigene e se riusciamo a imparare qualcosa da quanto abbiamo ascoltato, potremo avere un popolo finalmente unito in Australia”.

Gli obiettivi

Articolato in quattro sezioni - relazioni, rispetto opportunità e governance - e in 20 punti di azione da realizzare in tempi stabiliti in tutte le parrocchie, scuole e istituzioni cattoliche dell’arcidiocesi, il piano ha come obiettivi specifici quello di creare più posti di lavoro per gli aborigeni nella Chiesa (attualmente sono solo 75, appena lo 0,5% della popolazione cattolica di Brisbane), di agevolare l’accesso di queste comunità ai vari servizi forniti dalla Chiesa e di valorizzare le loro tradizioni nella vita ecclesiale.

A questo scopo, il Piano impegna l’arcidiocesi a sensibilizzare i suoi dipendenti con speciali corsi di formazione. Saranno inoltre aggiornate, dove possibile, tutte le brochure, pamphlet e poster diocesani per includere elementi delle culture indigene. È prevista poi una più stretta collaborazione tra i cattolici indigeni e non indigeni per eliminare tutti quegli ostacoli che continuano ad impedire loro di contribuire attivamente alla vita della Chiesa con il loro ricco patrimonio culturale e spirituale, come auspicato nel 1986 da Papa Giovanni Paolo II nel suo storico discorso ai popoli aborigeni e delle isole dello Stretto di Torres, ad Alice Springs.

L'urgenza di realizzare il Rap

Nella prefazione al Rap, monsignor Mark Coleridge sottolinea l’”urgenza” di implementarlo in tutte le parrocchie, comunità e agenzie pastorali dell'arcidiocesi”: “Il Rap offre importanti opportunità per rinnovare e approfondire le relazioni tra le popolazioni aborigene e delle isole dello Stretto di Torres e gli australiani di altre culture. Con la guida dello Spirito Santo, la sua realizzazione porterà le comunità a un nuovo cammino di fiducia e rispetto reciproco”, afferma. L’auspicio del presule “è che i popoli aborigeni e delle isole dello Stretto di Torres siano incoraggiati, rafforzati e sostenuti in ogni modo, così che tutto il Popolo di Dio possa essere arricchito dai loro doni”.

20 novembre 2020, 13:08