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La Bibbia-Scrutate le Scritture La Bibbia-Scrutate le Scritture 

Una Bibbia per "scrutare" le profondità della parola sacra

E' da poco in libreria per le Edizioni San Paolo una versione dell'Antico e Nuovo Testamento basata sul testo Cei corredata da un ricco apparato di note, riferimenti storici, novità archeologiche. Don Francesco Voltaggio, uno dei curatori: la Scrittura “mostra sempre nuovi tesori e ci parla in tutte le situazioni della nostra vita”

Debora Donnini – Città del Vaticano

La Bibbia. Scrutate le Scritture, che riprende il testo della traduzione ufficiale della Cei, è pensata in particolare per la “lettura orante” e fa suo il più antico criterio di lettura della Sacra Scrittura: quello di leggere la Bibbia con la Bibbia stessa. Favorire un rapporto personale con la Parola di Dio, meditando e “viaggiando” di testo in testo, è fra gli intenti che muovono questa Bibbia, edita recentemente dalle Edizioni San Paolo. Si tratta di 3.056 pagine, con 380 “note di scrutatio”, veri e propri percorsi tematici all’interno dell’intera Scrittura su altrettanti temi biblici, introduzioni ai diversi Libri che la compongono, con moltissimi passi paralelli, “superiori, in numero e in ampiezza di associazioni, a quelli presenti in tutte le Bibbie attuali”, mette in luce l’ufficio stampa della casa editrice. E ancora, l’introduzione generale illustra il metodo della cosiddetta “scrutatio”, con riferimenti puntuali alla tradizione rabbinica e patristica.

A parlare di questa Bibbia in alcuni video sono anche i cardinali Angelo Comastri e Gianfranco Ravasi, il quale sottolinea tra l’altro l’importanza di leggere anche in famiglia la Parola di Dio. A dirigere l’opera don Giacomo Perego, don Ezechiele Pasotti, don Fabrizio Ficco e don Francesco Giosuè Voltaggio. Biblista, rettore del Seminario "Redemptoris Mater" di Galilea - del Patriarcato Latino di Gerusalemme e aperto anche al rito greco-cattolico e maronita - don Voltaggio si sofferma nell'intervista proprio sul significato dello "scrutare" le Scritture:

Ascolta l'intervista a don Voltaggio

R. – Sicuramente questa Bibbia è stata pensata per una lettura spirituale profonda, una lettura orante della Bibbia. Il principio che la anima è leggere la Bibbia con la Bibbia attraverso la comparazione dei passi: si fa come un albero di vita che porge dei frutti benedetti. Come dice sant’Efrem il Siro, la Parola di Dio è un albero di vita che da tutte le parti porge frutti benedetti e aiuta una lettura esistenziale della Bibbia, perché la Parola è stata donata per incarnarsi profondamente nella nostra vita e perché Dio stesso ci chiede attraverso la sua Parola: “Dove sei?, ovvero in che situazione siamo. La Parola può veramente risanarci, risollevarci, essere una lampada per i nostri passi per la nostra vita concreta.

Importante è anche l’aspetto della storia e della geografia in cui i fatti narrati nella Bibbia si sono svolti. E quindi questa edizione presenta un’introduzione completa in questo senso ai diversi Libri che la compongono. Inoltre gli apparati offrono una cornice storica (tavola cronologica), geografica (mappe) e teologica (tutti i temi trattati) ai libri biblici, ma anche archeologica. Perché questo aspetti sono così importanti per avere un rapporto fecondo con la Parola di Dio?

R. – Perché la Parola di Dio, il logos di Dio, è disceso nella sua mirabile condiscendenza divina in un tempo preciso e in un popolo concreto, che è il popolo ebraico. Quindi è impossibile comprendere la Bibbia senza fare riferimento alla storia e alla geografia della salvezza, c'è una storia della salvezza ma c'è anche una geografia della salvezza. Per questo è così importante per noi. La nostra fede senza la storia, senza la geografia, diventa solo un messaggio filosofico, una mera gnosi. In questa Bibbia ci sono innanzitutto oltre alle 380 note di “scrutatio”, un ricchissimo apparato di note di spiegazione. E’ composta tra l'altro da vari biblisti anche di fama internazionale e contiene, oltretutto, le più recenti scoperte archeologiche, perché come è noto l’archeologia è una scienza che si rinnova sempre a seconda delle nuove scoperte sia di testimonianze letterarie sia di ritrovamenti archeologici.

Con la Lettera apostolica in forma di Motu proprio Aperuit illis, il Papa ha stabilito che “la III Domenica del Tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio”. Francesco mette dunque in luce come tutto sia indirizzato a questa finalità iscritta nella natura stessa della Bibbia, che è composta come storia di salvezza in cui “Dio parla e agisce per andare incontro a tutti gli uomini e salvarli dal male e dalla morte”. Questo progetto vuole rispondere anche a questo desiderio del Papa che si inscrive nel grande impulso alla riscoperta della Parola di Dio, dato dal Concilio Vaticano II con la Costituzione dogmatica Dei Verbum

 

R. – Sì, esattamente. Nella Dei Verbum la Chiesa ha voluto riconsegnare di nuovo ai fedeli il tesoro della Parola di Dio, parlando dell'importanza che i fedeli cristiani si nutrono delle due mense: la mensa dell’Eucaristia innanzitutto e poi la mensa della Parola di Dio. Proprio in questa linea si colloca la Lettera Aperuit illis e anche la Lettera Apostolica Scripturae Sacrae affectus di Papa Francesco, nel XVI centenario della morte di San Girolamo. Girolamo era innamorato della Parola di Dio e diceva che “ignorare le Scritture è ignorare Cristo”. Per questo ha fatto un'opera enorme vivendo gran parte della sua vita in Terra Santa e facendo un lavoro grandissimo di traduzione della Parola di Dio e di commento alla Parola di Dio. Per questo il Santo Padre ci ha richiamato a poter dischiudere - questo è il desiderio anche di questa Bibbia - i tesori sconfinati delle Sacre Scritture a tutti i nostri fedeli cattolici e a tutti i cristiani. Personalmente, ciò che più mi colpisce è che la Parola di Dio è un tesoro inesauribile che mostra sempre nuovi tesori e ci parla continuamente in tutte le situazioni esistenziali della nostra vita. C'è un mistero dietro la lettera, che è Dio stesso che parla. Come diceva il filosofo ebreo Emmanuel Lévinas, c'è un “al di là” del versetto, una profondità immensa del versetto, che è l'amore abissale, la misericordia stessa di Dio che si è degnato di parlare agli uomini il suo linguaggio, linguaggio divino ma espresso in un linguaggio umano.  

Don Francesco Voltaggio, oggi lei ha 46 anni e fin da piccolo, già in famiglia, ha avuto l’esperienza di scrutare le scritture. Oggi è un biblista, da 18 anni vive in Terra Santa,  e ha diretto assieme ad altri  questo lavoro. Perché è così importante per la vita di un cristiano scrutare le Scritture?

R. – Fin da giovane mi ha aiutato moltissimo questo contatto vivo con le Scritture. Per me è ogni giorno, ancora oggi, di grande consolazione e nutrimento nella mia vita personale. Oltretutto la Parola di Dio prende vita quando è proclamata nella liturgia e quindi prende vita nell'assemblea. La cosa più grande che si può fare è ascoltare la Parola di Dio in un'assemblea perché è nella Chiesa, nella comunità, che la Parola di Dio prende carne e quindi anche sperimentare che la Parola di Dio è concreta, cioè porta frutti nella nostra vita e nella vita dei nostri fratelli e delle nostre sorelle.

07 novembre 2020, 08:00