Cerca

Vatican News

Pizzaballa: “La mia nuova missione: un cammino fatto insieme”

Il neo Patriarca di Gerusalemme dei Latini racconta le sfide del suo nuovo incarico: “Sono importanti la preghiera e la speranza. Un vescovo non deve occupare spazi, ma crearli”. Rafforzare il senso di comunità e curare l’unità, alcune delle priorità indicate dal neo Patriarca

Federico Piana- Città del Vaticano

“Rafforzare il senso di comunità in un contesto di frammentazione sociale, politica ed economica che influisce necessariamente sulla sfera religiosa”. Eccola, una delle più importanti sfide che il nuovo Patriarca di Gerusalemme dei Latini intravede sull’orizzonte futuro della sua missione. Nominato il 24 ottobre scorso da Papa Francesco e ricevuta l’imposizione del Pallio dalle mani del Santo Padre con una cerimonia sobria e significativa nella cappella di Casa Santa Marta il successivo 28 ottobre, monsignor Pierbattista Pizzaballa spiega che la priorità ora è “avere cura dell’unità in un contesto diocesano pluriforme (il Patriarcato di Gerusalemme ha giurisdizione sui cattolici di rito latino di Israele, Palestina, Giordania e Cipro, ndr) dove convivono diverse nazioni, differenti lingue e culture”. Una vera e propria sfida:

Ascolta l'intervista a monsignor Pizzaballa

Un cammino fatto insieme

Il nuovo cammino di monsignor Pierbattista Pizzaballa non sarà certamente solitario: coinvolgerà laici, sacerdoti, seminaristi, religiose, religiosi e diaconi. “Il vescovo - afferma- non deve occupare gli spazi ma crearli. E deve diventare elemento di unità: unità non significa che esiste solo lui ma deve fare in modo di riunire il gregge, la comunità”.

Le cause della pandemia, sfide nuove

Il nuovo Patriarca di Gerusalemme dei Latini sul piano sociale,si troverà a dover affrontare problemi noti e questioni nuove . “I problemi vecchi - racconta - sono, ad esempio, il conflitto israelo-palestinese, l’economia che arranca, uno stato sociale molto fragile, soprattutto in alcune parti del territorio. Le situazioni nuove sono le cause provocate dalla pandemia che stanno aggravando le nostre precarie condizioni, ormai arrivate al limite”.

Costituire un gruppo valido di collaboratori

Alla domanda su quale sarà il suo primo atto di governo, monsignor Pierbattista Pizzaballa risponde che “ora non è il momento di fare subito atti di governo. Ma è chiaro che bisognerà pensare ai primi collaboratori, perché il vescovo non lavora da solo: quindi bisognerà riflettere sulla nomina dei vicari nelle varie regioni pastorali, dei consigli presbiterali e così via. Insomma, per prima cosa bisogna creare un bel gruppo di collaboratori con il quale poi disegnare le linee del prossimo futuro”.

Preghiera e speranza, bussole del nuovo ministero

A guidare il suo complesso ministero saranno sicuramente la speranza e la preghiera. Lo conferma lo stesso Patriarca affermando che “la speranza cristiana però non è il semplice ottimismo che ci fa dire che va tutto bene. Spesso confondiamo le due cose. La speranza cristiana è dare un senso a ciò che si vive. Il compito del vescovo è quello di imparare e poi guidare il suo popolo a vivere dentro una determinata situazione, facendo nascere un atteggiamento di resilienza e non un atteggiamento di disfatta o frustrazione. Ovviamente, la preghiera è la pre-condizione per ottenere tutto questo. E’ l’orazione che dà la forza”.

30 ottobre 2020, 08:30