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Ostello Caritas (ph. A. Gisotti) Ostello Caritas (ph. A. Gisotti) 

Covid-19, i contagi all'ostello Caritas di Roma

Continua la sospensione dell'attività ordinaria nel luogo di accoglienza di senza fissa dimora per garantire la sicurezza degli ospiti, degli operatori e dei volontari. Le persone risultate positive al coronavirus potrebbero essere spostate in un immobile di un istituto religioso con una logistica più adatta alla condizione di isolamento. Colaiacono: "Bisogna trovare strutture per i malati"

Antonella Palermo - Città del Vaticano

La scorsa settimana sono stati ricoverati 5 ospiti per sospetto Covid all'Ostello Caritas di via Marsala a Roma, e si è attivato, in piena collaborazione con la Asl, un sistema di tracciamento dei contatti. "Non ci hanno detto quello che bisognava fare per organizzarci. Lo abbiamo dovuto fare da soli col grande sostegno della Croce rossa". Così il direttore dell’area sanitaria della Caritas, Salvatore Geraci: "Abbiamo sanificato noi gli ambienti e realizzato dei divisori". Su 80 ospiti - una popolazione estremamente fragile dal punto di vista psichico e fisico, oltre che sociale, abitativo e relazionale, più della metà sono italiani. Il direttore, don Ben Ambarus lamenta uno stato di abbandono da parte delle istituzioni, che si starebbero muovendo con grande ritardo, e ricorda: "L’ostello non è una struttura di tipo sanitario". Sulla situazione, riferisce ai nostri microfoni, Alberto Colaiacono, responsabile ufficio stampa e comunicazione della Caritas diocesana:

Ascolta l'intervista ad Alberto Colaiacono

R. - L'Ostello ha sospeso la sua attività ordinaria, ciò vuol dire che le persone all'interno non possono uscire. E' stato diviso in due settori: da una parte le persone risultate positive al tampone Covid-19, dall'altra gli ospiti che sono negativi, i quali però devono rispettare il periodo di isolamento di 14 giorni. Di questi ultimi, che stanno bene, continuiamo a prenderci cura noi, con il normale servizio fatto dagli operatori in questa parte sanificata dell'ostello. In un'altra sezione, quella femminile, inizialmente erano 23 gli ospiti risultati positivi, di cui 8 sono stati ricoverati, non perché presentavano dei sintomi ma perché erano le persone più fragili, anziani o con altre patologie, persone che sarebbe stato meglio seguire in ospedale. L'impegno della Regione è di svuotare completamente l'ostello dai positivi e, tra oggi e domani, portare via anche gli altri e ricoverarli in ospedali proprio per seguirli meglio. Ma, ribadisco, tutti sono asintomatici. 

Come cercherete di monitorare nelle prossime settimane la situazione, che si profila sempre più rischiosa e preoccupante?

R. - Allo studio c'è di sospendere l'attività dell'ostello. Avremmo trovato un istituto religioso che ha messo a disposizione un suo immobile per poter continuare a fare le accoglienze in stanze ridotte. Nell'ostello noi abbiamo stanze in cui mettevamo anche sei persone - ma nell'ultimo periodo ne mettevamo tre - e il bagno in comune per tutti. Invece, in questo istituto potremmo avere stanze da due con bagno all'interno di ogni camera. Già, quindi, potremmo su questo aspetto avere dei maggiori elementi di sicurezza. Sul resto, stiamo cercando di approntare un protocollo perché noi, nella prima fase della pandemia, tra maggio e giugno, siamo riusciti a tenere sotto controllo la situazione in quanto le persone che erano nell'ostello rispettavano come tutti il lockdown, quindi non potevano uscire. Quando poi la situazione si è normalizzata, le persone durante il giorno hanno ricominciato ad uscire, chi va a fare i corsi di formazione, chi va in cerca di un lavoro. Adesso dobbiamo vedere se è possibile continuare con questo regime, perché altrimenti far fare il tampone di ingresso e poi non poter impedire di uscire vanifica questo tipo di accortezza. 

Vuole lanciare un appello?

R. - Il primo appello è alla calma e alla responsabilità. Un po' ce lo aspettavamo e ci ritenevamo fortunati perché non era avvenuta da noi una cosa del genere. Il secondo appello è alle istituzioni: poiché ciò che è avvenuto all'ostello si ripresenterà anche negli altri centri di accoglienza di altre organizzazioni, bisognerebbe prevedere delle strutture dove i malati asintomatici possano trascorrere il periodo di malattia. Finora questo è mancato. 

16 ottobre 2020, 11:58