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Irlanda il pellegrinaggio on line a Knock: il Rosario aiuta a superare le difficoltà

La vita e la preghiera al centro dell’omelia di monsignor John Fleming vescovo di Killala, in Irlanda, durante il pellegrinaggio diocesano al Santuario mariano di Knock. L’evento si è svolto il 4 ottobre in modalità virtuale, a causa della pandemia da coronavirus

Isabella Piro - Città del Vaticano 

Rivolgersi a Dio con la preghiera nel momento del bisogno è il cuore stesso del nostro rapporto con Dio. È al centro del modo in cui Dio si fa conoscere a ciascuno di noi attraverso la fede”: è questo un passaggio dell’omelia di Monsignor John Fleming vescovo di Killala, in Irlanda, pronunciata durante il pellegrinaggio diocesano al Santuario mariano di Knock. L’evento si è svolto nel pomeriggio di ieri, ma in modalità virtuale, a causa della pandemia da coronavirus.

La forza della preghiera

“Una minuscola particella – ha detto il vescovo – che ha toccato ogni aspetto della nostra vita”, provocando “una catastrofe su scala mondiale” raramente vista prima d’ora. Ma sempre, “nei momenti di difficoltà e di angoscia”, ha aggiunto Monsignor Fleming, l’uomo si volge a Dio per chiedere il Suo aiuto e lo fa implorando l’intercessione di Maria attraverso la recita del Rosario. Una preghiera la cui chiave “è la semplicità”, ha sottolineato il vescovo di Killala, perché si può recitare ovunque: “In macchina mentre guidiamo, a piedi mentre camminiamo, in casa, da soli o in famiglia. Non abbiamo bisogno di chiese aperte per recitare il Rosario: possiamo pregare ovunque”. “Mentre questa pandemia continua a stringerci tra le sue spire – ha sottolineato il presule irlandese - esorto tutti a rivolgersi a Dio e alla Madonna per la fine dell’emergenza sanitaria. La preghiera ci ha fatto superare grandi difficoltà in passato. Farà lo stesso per noi oggi”. Secondo gli ultimi dati, in Irlanda il Covid-19 ha fatto registrare quasi 38mila casi positivi ed oltre 1.800 decessi.

Rispettare la dignità di ogni vita

Da monsignor Fleming anche il ricordo del fatto che ieri, nel Paese, si è celebrata la “Giornata della vita”, che quest’anno coincide con il 25.mo anniversario dell’Enciclica di San Giovanni Paolo II, “Evangelium vitae”. La “Giornata” vuole essere, quindi, un modo per “rinnovare l’appello della Chiesa al rispetto della dignità di ogni vita, dal concepimento e fino alla morte naturale”. Di qui, l’esportazione del vescovo di Killala alle parrocchie, affinché siano “luoghi di accoglienza, dove poter sostenere le donne incinte e celebrare il prezioso dono della vita”.

Situato nella contea di Mayo, nel nord-ovest dell’Irlanda, il Santuario di Nostra Signora di Knock sorge sul luogo dove il 21 agosto del 1879 la Vergine Maria apparve ad una quindicina di persone. Un avvenimento ritenuto autentico dalla Chiesa, tanto che, con il tempo, il Santuario meta anche di pellegrinaggi internazionali. Il luogo di culto è stato visitato da San Giovanni Paolo II durante il suo viaggio apostolico in Irlanda nel 1979, per il centenario delle apparizioni, e nel 2018 da Papa Francesco, in occasione del suo viaggio apostolico nel Paese per l’Incontro mondiale delle famiglie a Dublino.

05 ottobre 2020, 08:22