Cerca

Vatican News
Basilica di San Francesco ad Assisi Basilica di San Francesco ad Assisi 

La giornata del dialogo cristiano-islamico

Nell’emergenza pandemia diventa ancora più importante lavorare per costruire relazioni basate sull’ascolto dell’altro. Lo sottolinea l’imam Kamel Layachi nella giornata che da 19 anni viene dedicata al dialogo cristiano-islamico, un’iniziativa nello “spirito di Assisi”

Fabio Colagrande - Città del Vaticano

"Costruiamo una sola umanità" è il tema della 19ma Giornata del dialogo cristiano-islamico che si svolge  in Italia nello spirito del primo incontro delle religioni per la pace voluto ad Assisi da Giovanni Paolo II nel 1986. Il tempo di pandemia richiama in particolare all'urgenza di dare attuazione al Documento di Abu Dhabi per la fraternità universale. Ne abbiamo parlato con Kamel Layachi, imam delle Comunità islamiche del Veneto, da 31 anni in Italia:

Ascolta l'intervista con l'imam Kamel Layashi

Crisi sanitaria, economica e di civiltà

L'imam sottolinea che nel tempo in cui viviamo l'obiettivo non può essere quello di dare vita a comunità ripiegate su se stesse, piuttosto bisogna lavorare perché ognuno si senta di andare verso la comunità umana. La diffusione del Covid-19 - afferma - ha generato almeno tre tipi di crisi: la crisi sanitaria, la crisi economica e poi una crisi di civiltà. La prima e la seconda sono evidenti ma bisogna riflettere anche sulla terza crisi, sostiene Kamel Layachi, soffermandosi su alcuni aspetti: siamo passati da una civiltà della mobilità a una situazione di immobilità; abbiamo incrementato la comunicazione digitale, ma ci siamo trovati di fronte a molte incomprensioni. Per tutto questo - dice  - è illuminante l'enciclica di Papa francesco Fratres omnes, che indica la via del cammino: andare verso la costruzione di una fratellanza umana. Ci vogliono - spiega - solidarietà e responsabilità e ci si deve muovere tenendo presente questi "pilastri", perché ormai - aggiunge - non possiamo più pensare di vivere senza considerare la stretta interdipendenza che si è creata.

Ritrovare valori contro la violenza

E l'imam poi mette l'accento sull'importanza del documento del Papa per quanto riguarda il richiamo a una "amicizia sociale", spiegando che si tratta di riscoprire valori che si oppongono alla chiusura e alla violenza.  Secondo l'imam è fondamentale parlare di educazione e di giovani e a questo proprosito fa una riflessione precisa: a volte - dice - parliamo di quale mondo lasceremo alle generazioni future, ma bisogna parlare anche di quale generazione lasciamo a questo mondo, nel senso che l'investimento sull'educazione deve essere centrale.  Pensando a 19 anni fa, quando è nata l'iniziativa della giornata del dialogo cristiano-islamico, l'iman sottolinea che molti passi sono stati fatti in avanti. Ora è venuto il momento - sostiene - di dare concretezza al Documento di Abu Dhabi e per farlo ci vuole un impegno a livello di istituzioni, di media, di società civile, di singole persone. L'obiettivo è vivere lo spirito e l'incoraggiamento che emergono dal Documento. Ci sono ancora dei problemi - sottolinea - e proprio per questo bisogna rendere davvero fattivo l'impegno, perché si realizzi quello che l'imam definisce "il grande progetto di fraternità umana", che è stato lanciato da Abu Dhabi.

27 ottobre 2020, 14:38