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Chiesa in Bulgaria Chiesa in Bulgaria  (ANSA)

Coronavirus, le Chiese dell'Europa dell'est tornano alla liturgia on line

La seconda ondata del coronavirus in Europa sta allertando diversi Paesi dell'Europa orientale che nella prima fase erano rimasti abbastanza lontani dal gran numero di infezioni e di morti

Alina Tufani - Città del Vaticano 

Nel preoccupante quadro dell'espansione della pandemia, al momento, la Repubblica Ceca, che era stato uno dei Paesi più capaci di contenere il virus, è il più colpito con quasi 500 infezioni ogni 100.000 abitanti nelle ultime due settimane, anche più del Belgio e della Spagna.

Repubblica Ceca

Le misure di prevenzione nella Repubblica Ceca non hanno tardato ad arrivare con la quasi totale chiusura delle attività, dalla scuola alle attività del tempo libero, compresi ristoranti e bar. In questo contesto, la Chiesa ceca in una dichiarazione annuncia che, a causa delle misure contro la diffusione di COVID-19, i fedeli non possono partecipare alle funzioni liturgiche nelle loro chiese e parrocchie. A tal fine, il servizio pubblico televisivo offrirà trasmissioni straordinarie in diretta, come quella di domenica 18 ottobre, alle ore 10:00, sulla seconda rete della televisione ceca. Inoltre, come già avvenuto in primavera, le Messe cattoliche si alterneranno ai servizi dei membri del Consiglio Ecumenico delle Chiese. 

Slovacchia

La vicina Slovacchia ha anche annunciato nuove misure da aggiungere al pacchetto di restrizioni già imposte il 30 settembre per fermare il proliferare dei casi. Ieri il governo ha limitato gli incontri a sei persone e tutti gli eventi di massa, per far fronte alla recrudescenza del contagio. Nella zona di Orava e Liptov, a nord-est del Paese, il vescovo della diocesi di Spi', monsignor 'Tefan' Sečka ha annunciato la sospensione delle celebrazioni pubbliche, ad eccezione delle messe di veglia della domenica e del sabato, che rimangono limitate a 50 partecipanti.

Il presule ha spiegato in una nota che su richiesta del Ministero della Salute, le Messe quotidiane, dal lunedì al sabato, non saranno celebrate alla presenza dei fedeli. La diocesi di Spiš chiede ai sacerdoti e ai credenti di prendere nota di questa ordinanza e di obbedirle. "Le dismissioni temporanee dalle funzioni quotidiane sono per noi una questione dolorosa, ma in una situazione che si deteriora si tratta di proteggere la salute e la vita di tutti", dice il vescovo Sečka.

Bulgaria

In Bulgaria, dove il numero delle infezioni e dei decessi aumenta ogni giorno, il presidente della Conferenza episcopale bulgara, monsignor Hristo Proikov, ha indirizzato ai fedeli una lettera riguardante l'aumento del numero di casi e di pazienti di Covid-19. "Ricordo a tutti che le misure consigliate dalle autorità sanitarie devono essere osservate con responsabilità e coscienza personale", ha ribadito il presule. La nota ci ricorda che le Messe e le celebrazioni nei templi continueranno a svolgersi regolarmente, mantenendo le distanze, usando maschere e disinfettando. Ha anche invitato il clero e i fedeli a continuare a pregare dopo ogni Messa la preghiera "Sotto la vostra protezione", confidando nell'intercessione della Santa Madre di Dio, affinché il Signore protegga ciascuno, i malati e le famiglie.

 

14 ottobre 2020, 08:00