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Suicidio assistito, il Queensland accelera. Contrari cattolici e anglicani

In una nota congiunta, l’arcivescovo cattolico Mark Coleridge e il suo omologo anglicano Phillip Aspinall esprimono profonda delusione e preoccupazione per la proposta del premier labourista Palaszczuk, di introdurre una nuova legge sulla Vad in caso di vittoria delle elezioni

Isabella Piro - Città del Vaticano

Brusca accelerata del governo dello Stato del Queensland - Australia - sulla legge relativa al suicidio assistito (Vad): il premier labourista Annastacia Palaszczuk, infatti, ha annunciato che, se il suo partito vincerà le elezioni del prossimo 31 ottobre, una nuova legge sulla Vad verrà introdotta in Parlamento già a febbraio 2021.

L'opposizione di cattolici e anglicani 

Delusione per l’annuncio è stata espressa da cattolici e anglicani. In una nota congiunta dell’Arcidiocesi di Brisbane, l’arcivescovo cattolico Mark Coleridge e il suo omologo anglicano Phillip Aspinall ricordano l’impegno preso in precedenza dal governo, ovvero di “far preparare un progetto di legge alla Commissione per la riforma e di attendere il suo parere in Parlamento nel mese di marzo”. La notizia di ieri, dunque, contraddice tutto ciò. “Si tratta di uno sviluppo profondamente deludente – afferma l’Arcivescovo Coleridge – La Chiesa cattolica, infatti, si oppone fortemente al suicidio assistito e chiede, piuttosto, l’accesso a cure palliative di alta qualità per tutti, il rispetto del paziente, la tutela della dignità della persona umana e una fine naturale della vita”. “Nessuno è moralmente costretto a patire un dolore insopportabile – ribadisce il presule – nessuno deve sentirsi un peso per gli altri e nessuno deve sentire che la propria vita non vale nulla”.

Il diritto alle cure palliative

Per questo, sottolinea Monsignor Coleridge, “è un diritto di ogni cittadino del Queensland avere accesso a cure palliative di qualità prima che il Parlamento legiferi sull’eutanasia”. Essa, infatti, “non è certamente qualcosa su cui essere precipitosi, tanto meno in un momento come questo, in cui il suicidio rappresenta un problema nazionale”. Dall’Arcivescovo di Brisbane, poi, la sottolineatura di come la Vad e la chiusura delle frontiere, “assi portanti” della campagna elettorale del governo, siano in realtà in contraddizione tra loro, perché la prima “mette a repentaglio la vita”, mentre la seconda “mira a proteggerla”.

I finanziamenti 

Al contempo, l’Arcivescovo anglicano Aspinall si dice deluso dal fatto che l’esecutivo della Palaszczuk intenda ridurre i finanziamenti per le cure palliative, stanziando solo “28 milioni di dollari l’anno”, mentre le richieste del settore sono di “275 milioni di dollari”, così da poter fornire “un'assistenza di alta qualità per tutti i pazienti dello Stato, indipendentemente dal luogo in cui vivono". Se tali cure “sono disponibili quando le persone si trovano ad affrontare una malattia terminale – continua l’esponente anglicano – la scelta che la maggior parte di esse fa è molto diversa dalla morte volontaria, poiché i malati sanno che molte delle loro preoccupazioni e paure possono essere placate” grazie a tali cure. Per questo, nell’ambito dei finanziamenti per i rimedi palliativi, dovrebbe rientrare anche “il finanziamento per le cure spirituali, elemento indispensabile nel fine-vita”.

19 ottobre 2020, 12:51