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Monsignor Delpini prega sul tetto del Duomo di Milano in piena pandemia (Immagine di repertorio) Monsignor Delpini prega sul tetto del Duomo di Milano in piena pandemia (Immagine di repertorio)  (ANSA)

A Milano il nuovo oratorio Laudato si’

Monsignor Delpini, arcivescovo di Milano, inaugura oggi la struttura rivisitata in modo da ridurre l’impatto ambientale. E’ stato ricavato anche uno spazio per ospitare 10 minori stranieri non accompagnati

Isabella Piro – Città del Vaticano

Un esempio di applicazione concreta dei principi di ecologia integrale contenuti nella Laudato si’, l’Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune: è questo il nuovo oratorio della parrocchia di Sant’Ilario vescovo, a Milano, inaugurato oggi dall’arcivescovo monsignor Mario Delpini. “L’edificio - informa una nota - è stato ristrutturato in modo da ridurre l’impatto ambientale, grazie a pannelli fotovoltaici sul tetto, pompe di calore e isolamento termico delle facciate. Gli interventi consentiranno un risparmio energetico del 30 per cento beneficiando l’ambiente e liberando risorse da dedicare all’attività pastorale”. Ma non solo: l’intera struttura guarda anche al sociale, poiché vi è stato ricavato uno spazio per ospitare 10 minori stranieri non accompagnati, 4 neo maggiorenni e i loro educatori. La comunità e l’appartamento saranno gestiti dalla Caritas Ambrosiana, attraverso la cooperativa Intrecci, del Consorzio “Farsi Prossimo”.

L’oratorio per educare alla solidarietà

Come spiega don Stefano Guidi, direttore della Fondazione Oratori Milanesi, nella diocesi “sono sempre più numerosi (937 sul totale) gli oratori che stanno diventando luoghi in cui ci si educa attraverso la solidarietà”, soprattutto “con l’emergenza sanitaria” da coronavirus. Durante i mesi più duri del lockdown, infatti, molti i giovani “si sono messi a disposizione delle comunità, ad esempio per portare la spesa agli anziani o confezionare i pacchi viveri per chi aveva bisogno. Ora questa generosità deve trovare nuove vie per esprimersi”.Dal suo canto, l’arcivescovo di Milano ribadisce: “La vita sfigurata che abbiamo vissuto” a causa della pandemia “ha ferito molte famiglie e fatto soffrire molte persone”, ma “quelli che incontrano Gesù, si lasciano istruire da Lui”. Perciò – è il suo appello conclusivo – “vinta la rassegnazione e la paura,” bisogna diventare “missionari, seminatori di speranza”.

27 settembre 2020, 08:00