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Insegnamento della religione: necessaria in società democratiche e pluralistiche

Le parole del vescovo di Graz-Seckau, incaricato della Pastorale educativa della Conferenza episcopale austriaca, alla vigilia del nuovo anno scolastico e della campagna "Credo - Sì" sull’insegnamento della religione nelle scuole

Roberta Barbi - Città del Vaticano

Secondo i dati della campagna dei vescovi sull’insegnamento della religione nelle scuole, in Austria più del 91% degli alunni partecipa all'educazione religiosa cattolica. Esplicite a riguardo le parole di monsignor Wilhelm Krautwaschl, vescovo di Graz-Seckau e incaricato della Pastorale educativa della Conferenza episcopale austriaca: l’insegnamento della religione confessionale nelle scuole è essenziale “se vogliamo una società democratica e pluralistica”. Concetto rimarcato da Andrea Pinz, responsabile dell'Ufficio interdiocesano per l'educazione e la formazione, che assieme al vescovo ha presentato la nuova campagna in una conferenza stampa che si è svolta ieri a Vienna: "L'educazione religiosa contemporanea è il luogo in cui si affrontano tanto le questioni esistenziali quanto quelle del bene comune e della coesione sociale".

"Credo - Sì", la campagna dei vescovi 

In Austria, dunque, circa 586mila alunni partecipano all'insegnamento religioso cattolico; inoltre, ci sono più di 24.300 alunni che non appartengano ad alcuna confessione religiosa ma che frequentano l'insegnamento religioso cattolico su base volontaria. 

“La scuola è un luogo di apprendimento per potersi affermare, poi, nella vita. E poiché la religione fa parte della vita, l'educazione religiosa appartiene alla scuola, come base di una vita spirituale eticamente corretta, integrata nella creazione divina”

La campagna, Credo - Sì, si svolgerà per tutto il mese di settembre e comprenderà schermi informativi da fornire nelle scuole, cartelloni pubblicitari nelle aree pubbliche delle città, spot in formati digitali e pubblicità su prodotti cartacei selezionati. Il cuore della campagna è costituito da domande cui trovare una risposta, quali: ci sono ancora miracoli oggi? Piaccio a Dio? C'è speranza per il mondo? Oppure: posso avere anch'io dei dubbi?

“La religione è una parte importante della società globale, che deve essere presa sul serio, soprattutto oggi - ha affermato monsignor Krautwaschl - la scuola è un luogo di apprendimento per potersi affermare, poi, nella vita. E poiché la religione fa parte della vita, l'educazione religiosa appartiene alla scuola, come base di una vita spirituale eticamente corretta, integrata nella creazione divina".

I frutti dell'educazione religiosa

"Siamo convinti che i nostri contenuti e messaggi siano preziosi e contribuiscano al successo della società. Il nostro obiettivo è quello di preparare i giovani a una vita partecipativa nella società. Per una vita moralmente buona, per la quale il Vangelo può essere un meraviglioso fondamento – ha aggiunto il vescovo, convinto che l'educazione religiosa cattolica vada ben oltre la semplice trasmissione di conoscenze: "L'educazione religiosa consiste nel cercare di trovare risposte alle domande che ognuno di noi deve affrontare con un approccio spirituale: Da dove vengo? Dove vado? Qual è il senso della mia vita?”.

Una via per affrontare il futuro

Sulla stessa lunghezza d’onda, anche Andrea Pinz: "Una buona educazione religiosa è importante per la vita - ha detto Pinz - l'educazione religiosa cattolica invita le persone ad agire in solidarietà e pace e mostra i modi per affrontare il futuro. Apre l'accesso all'arte e alla cultura, e contribuisce anche a plasmare la vita scolastica attraverso elementi festivi e celebrativi e rende possibile l'incontro con la diversità religiosa e ideologica”.

In Austria l'istruzione religiosa della propria confessione d’appartenenza è una materia obbligatoria nelle scuole pubbliche per tutti gli alunni che appartengono a una chiesa o a una comunità religiosa legalmente riconosciuta; è, tuttavia, possibile ritirarsi dall'educazione religiosa. A partire dall'anno scolastico 2021/22, tutti gli alunni che non frequenteranno l'insegnamento religioso saranno tenuti a seguire la materia etica obbligatoria a partire dalla nona classe.

29 agosto 2020, 08:00