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Bielorussia, i vescovi chiedono la fine delle violenze e invocano il dialogo

Tutti i vescovi cattolici del Paese sottoscrivono una dichiarazione dedicata alla difficile situazione che si è creata dopo la vittoria alle presidenziali del leader uscente Lukashenko per il sesto mandato consecutivo. Proteste, scontri, arresti e due vittime: l'appello al dialogo della Conferenza episcopale sarà letto in tutte le chiese

Alina Tufani - Città del Vaticano

La Conferenza episcopale bielorussa pubblica sul suo sito ufficiale una nota per sottolinea che gli scontri tra cittadini e agenti di sicurezza dello Stato hanno creato una forte tensione sociale, portando a un conflitto attivo con spargimenti di sangue, numerose vittime fisiche e morali, molte delle quali "pacifiche e innocenti". L'appello dei vescovi al dialogo è anche un invito ai cattolici della Bielorussia a unirsi nella preghiera quotidiana per il Paese e per tutto il popolo.

“Sono in corso ormai da diversi giorni nel nostro Paese scontri tra cittadini e forze dell’ordine. Le elezioni hanno causato tensioni nella nostra società. Il sangue è stato versato e ci sono molte vittime, colpite sia fisicamente sia moralmente. Molti di loro sono persone pacifiche e innocenti, di tutte le età. Noi, vescovi cattolici della Bielorussia, condanniamo ogni atto di violenza commesso da un fratello contro un fratello, e quindi ancora una volta chiediamo la fine delle aggressioni e un dialogo per il bene della nostra società nel suo insieme.”

Domani, domenica 16 agosto, le parrocchie sono invitate a celebrare una Santa Messa di intercessione per la Bielorussia e a leggere una preghiera speciale dedicata alla Madre di Dio, Regina della Bielorussia perché, scrivono i vescovi, “l’amore trasformi i conflitti armati in pace e la civiltà della morte in una civiltà della vita”:

“Possa la ricerca del bene comune vincere sull’egoismo e sulla divisione. Possano tutti coloro che governano il nostro Paese, vedere in Te l’esempio di un umile Servo di Gesù Cristo e imparare a servire e riconoscere i bisogni dei loro cittadini affinché la Bielorussia possa diventare un luogo dove regna l’amore, la verità, la giustizia e la pace.”

Intanto, in questi giorni, 

per le strade della capitale hanno marciato migliaia di donne vestite di bianco e coi fiori in mano. Proteste pure nelle fabbriche e tra i militari che, in alcuni video postati poi sui social, si sono ripresi mentre buttavano le divise. Dai vescovi, inoltre, l'invito alle parrocchie ad organizzare un’adorazione quotidiana per una “fine pacifica del conflitto”. E sulla Bielorussia, si pronuncia anche l'Unione europea che, attraverso una dichiarazione dell'Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, afferma di non accettare "i risultati delle elezioni" e iniziare "il lavoro per sanzionare i responsabili di violenza e falsificazione". Cosi' l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Josep Borrell, al termine della riunire straordinaria tra i ministri degli Esteri degli Stati membri. 

La preghiera dell'Ucraina

Ai vescovi bielorussi arriva intanto la solidarietà e la preghiera per la fine della violenza e l'instaurazione della giustizia e  della pace da parte dell'arcivescovo maggiore di Kiev e capo della Chiesa greco-cattolica in Ucraina( UGCC) Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk. "In questi giorni  drammatici - scrive in una lettera pubblicata ieri sul sito web della UGCC - mentre il popolo bielorusso lotta per i suoi diritti e le sue libertà, difendendo la sua volontà, la giustizia sociale e la dignità, chiedo a tutti i figli e le figlie della Chiesa greco-cattolica ucraina di pregare con fervore per la fine della violenza, per l'ordine sociale e la comprensione tra il popolo bielorusso, per la pace e la conservazione dell'unità e dell'integrità dello Stato bielorusso". 

15 agosto 2020, 10:26