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Assunta, Solennità che sgretola le paure della pandemia

Durante il tempo del confinamento, la devozione per Maria è aumentata in tutto il mondo: quest'anno la festa del 15 agosto è quindi come il culmine di un percorso nel quale, dai quattro continenti, si sono levate ardenti e tenere invocazioni d'aiuto. Don Gerardo Di Paolo, rettore del Santuario romano del Divino Amore: “L’Assunzione di Maria indica all’uomo qual è il suo destino eterno”

Federico Piana- Città del Vaticano

Alla luce del periodo difficile e incerto che l'umanità sta attrversando a causa della pandemia che ha già causato globamente quasi 760mila vittime, la Solennità dell’Assunzione di Maria al cielo, che si celebra il 15 agosto, ha un sapore decisamente più intenso. Se le regole anti contagio hanno costretto le comunità cristiane di tutto il mondo a programmare celebrazioni, riti, processioni e feste, in modo più contenuto e ristretto, è altrettanto vero che il giorno della Solennità mariana rappresenta il punto alto d’arrivo di un percorso d’amore e devozione intensificatosi nel periodo del confinamento. Infatti è proprio in quei giorni che in tutti e cinque i continenti si sono levate ripetute invocazioni a Maria, si sono moltiplicati rosari collettivi online, processioni virtuali ed atti di affidamento e consacrazione al suo cuore immacolato.

La Vergine, nostra mamma

“C’è sempre stata la presenza di Maria nell’esercizio della pietà popolare - afferma Don Gerardo Di Paolo, rettore del Santuario della Madonna del Divino Amore di Roma - fin dalle origini c’è stata questa amorevole attenzione alla mamma di Gesù che poi è andata concretizzandosi con i dogmi che la Chiesa nel tempo ha prodotto, dichiarando la sua fede nel figlio di Maria: Gesù, vero Dio e vero uomo. Perché ci rivolgiamo alla Madonna? Perché è la mamma, la nostra mamma”.

L’Assunta in cielo indica all’uomo il suo destino

Il dogma dell’Assunzione di Maria al Cielo in anima e corpo fu proclamato da Pio XII durante l’Anno Santo del 1950 con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus. “Sappiamo – precisa don Di Paolo – che questo è il quarto, ed ultimo, dei dogmi mariani che si è aggiunto a quelli dell’Immacolata Concezione, di Maria Madre di Dio e della perpetua verginità di Maria, prima, durante e dopo il parto. Affermare che Maria è stata assunta in Cielo anima e corpo, per noi credenti, significa una cosa importante: Maria è una creatura umana e ci indica il nostro destino”.

Svela il senso profondo dell' esistenza

Don Di Paolo, per suffragare questa certezza di speranza, cita la Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium del Concilio Vaticano II: “Tra le altre cose scrive: ‘Maria è segno di sicura speranza per il pellegrinante popolo di Dio in cammino nella storia’. Ecco, guardando a Maria noi intravediamo il nostro destino ultimo. Dunque, questa solennità ci consegna un dono di certezza che alimenta la nostra speranza nella vita che il Signore ha preparato per tutti quelli che credono in Lui”. Insomma, la solennità del 15 agosto ci fa comprendere davvero e fino in fondo il senso della nostra esistenza.

L’abbraccio di Maria

Il pensiero del rettore del Santuario della Madonna del Divino Amore non può non soffermarsi anche sul dolore per l’impossibilità di regalare a Maria, nel giorno della sua festa, il classico pellegrinaggio a piedi che di solito migliaia di fedeli romani sono soliti fare dalla sera della vigilia fino al giorno della solennità. “Qui - dice- dal sabato dopo Pasqua fino all’ultimo sabato di ottobre abbiamo la tradizione dei pellegrinaggi notturni a piedi: quest’anno non sono potuti ancora partire. E quello dell’Assunta era uno dei più importanti. Comunque, abbiamo pensato a delle celebrazioni all’aperto da mattina fino a sera. Dopo il lockdown, abbiamo assistito ad un crescendo delle presenze al santuario: perché qui si fa l’esperienza di un abbraccio”. Certamente l’abbraccio di una mamma.

14 agosto 2020, 08:00