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2020.07.13 - Santa Sofia - Istanbul 2020.07.13 - Santa Sofia - Istanbul 

Dal Pakistan la proposta di aprire Santa Sofia anche ai cristiani

Favorire il dialogo e la conoscenza reciproca. Per questo alcuni leader cristiani pakistani avanzano la loro proposta di apertura del luogo di culto

Lisa Zengarini - Città del Vaticano 

Dopo la riconversione in moschea dell’antica basilica bizantina, il 24 luglio, per volontà del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, decisione contro la quale - come è noto - a nulla sono valsi gli appelli giunti da diverse parti nel mondo, alcuni leader cristiani pakistani, protestanti e cattolici, propongono di aprire Santa Sofia anche al culto cristiano, di consentire dunque la condivisione del luogo di culto.

Favorire il dialogo

Tra i sostenitori padre Abid Habib, ex-presidente della Conferenza dei superiori maggiori del Pakistan. “I cristiani potrebbero pregare la domenica e i musulmani il venerdì", afferma il sacerdote all’agenzia Ucanews, sottolineando che la condivisione di un luogo di culto non è un fatto inedito: “Nei programmi di dialogo interreligioso – spiega – mi è capitato spesso di sentire dotti musulmani citare hadith (racconti sulla vita di Maometto, ndr), in cui il Profeta permetteva a delegazioni cristiane di usare la Moschea di Masjid-e-Nabvi, a Medina. C’è una cattedrale a Boston che è usata dai musulmani per la preghiera del venerdì. Si potrebbe imparare da questi esempi, facendo di Santa Sofia un luogo di culto per cristiani e musulmani”, afferma padre Habib. 

Promuovere la comprensione

Anche per il presidente del Consiglio nazionale delle Chiese del Pakistan, il reverendo Azad Marshall, Santa Sofia dovrebbe essere aperta a cristiani e musulmani: “Riteniamo che questa sia una soluzione praticabile e contribuirebbe a promuovere la comprensione, il rispetto, il dialogo e la collaborazione reciproca”, ha dichiarato il vescovo, esprimendo l’auspicio che il Governo di Karachi si faccia portavoce delle preoccupazioni della Chiesa pakistana presso le autorità turche e “svolga il ruolo che gli compete nella promozione dell’armonia interreligiosa ".

Il ritorno al culto islamico di Santa Sofia - convertita in moschea nel XV secolo dopo la conquista ottomana di Costantinopoli e trasformata in museo nel 1934 per volere dell'allora Presidente Mustafa Kemal Ataturk ha suscitato vive reazioni da parte delle Chiese cristiane nel mondo. Dolore per la decisione era è stata espressa da Papa Francesco all’Angelus del 12 luglio scorso. Agli appelli contro la riconversione si sono uniti anche importanti esponenti del mondo musulmano e, in, particolare l’Alto Comitato per la fratellanza umana (Hchf) che la settimana scorsa aveva scritto una lettera di solidarietà al Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) in cui affermava che i luoghi di culto devono trasmettere “un messaggio di pace e amore per tutti”.

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29 luglio 2020, 07:22