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Acs in aiuto alle suore della Repubblica Democratica del Congo

Il sostegno della Fondazione di diritto pontificio - Aiuto alla Chiesa che soffre - aiuterà 464 suore e ammonta a 120mila euro e fa parte di una serie di progetti “Speciale Covid”

Tiziana Campisi - Città del Vaticano 

Sono 69 le comunità religiose femminili, di sei diverse congregazioni, che nella Repubblica Democratica del Congo riceveranno sostegno da Aiuto alla Chiesa che Soffre. Si tratta di comunità della provincia ecclesiastica di Bukavu, che ha sei diocesi, in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus. L’aiuto della Fondazione è sosterrà 464 suore e ammonta a 120mila euro e fa parte di una serie di progetti “Speciale Covid”. Le ripercussioni della pandemia e del confinamento nel Paese sono gravi anche per la Chiesa. In tanti hanno perso il salario, già notoriamente insufficiente e molti fedeli non hanno potuto offrire il loro supporto materiale e finanziario. “In tempi normali sono i fedeli che forniscono supporto materiale, come cibo e alcuni servizi – spiega monsignor Bernard-Emmanuel Kasanda, vescovo della diocesi Mbuji-Mayi –. Ora che (…) la vita è diventata improvvisamente più difficile per tutti (…) si vive solo di intraprendenza quotidiana”.

La situazione del Paese

Ad oggi, nella Repubblica Democratica del Congo si registrano 6.690 casi di Covid-19 e 153 vittime. L’emergenza sanitaria ha cambiato molto la vita delle religiose nella provincia ecclesiastica di Bukavu. In tempi normali, la situazione è già estremamente difficile. La regione è dilaniata da conflitti interetnici, insicurezza, incursioni dai paesi vicini, rapimenti, stupri e le congregazioni religiose femminili cercano di sopravvivere insegnando catechismo, lavorando nelle scuole e nei centri sanitari. Ma le misure sanitarie anti-covid hanno decimato le loro scorte, facendole precipitare in una situazione assai precaria. Da quando è stato decretato lo stato di emergenza, il 24 marzo, i salari sono stati sospesi e il personale medico, di cui fanno parte numerose religiose, viene pagato in base al numero di pazienti. Ma molti temono di recarsi in ospedale per paura di contrarre il coronavirus. Di conseguenza, le suore visto calare o addirittura venir meno le loro entrate. Anche le suore che lavorano nelle scuole, a causa delle chiusure, non hanno più ricevuto indennità dai genitori degli alunni.

La forza della Chiesa

“Quando i conflitti hanno fatto fuggire tutte le ONG, la Chiesa è rimasta, in particolare le suore, il più vicino possibile alle popolazioni più povere, come tante Madre Teresa che non conosciamo! –spiega Christine du Coudray, project manager di Aiuto alla Chiesa che Soffre nella Repubblica Democratica del Congo –. Quante volte le ho visitate il ​​giorno dopo nuove malversazioni da parte di bande rivali, un conflitto che è stato nascosto per 20 anni, con vittime di stupri e omicidi che non risparmiano nessuno”. Gli aiuti alle religiose sono un ulteriore supporto dopo i fondi che Aiuto alla Chiesa che Soffre ha fatto pervenire a diversi sacerdoti con le offerte delle messe all’inizio della crisi in diverse diocesi.

28 giugno 2020, 08:00