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Chiesa parrocchiale Gran Madre di Dio a Torino Chiesa parrocchiale Gran Madre di Dio a Torino  (ANSA)

La Notte delle Chiese, arte e bellezza che alimentano la fede

L’iniziativa, giunta alla V edizione, che apre i luoghi di culto di notte si terrà questa sera in formato digitale. Concerti, visite guidate e riflessioni saranno diffusi dal sito e i canali social della manifestazione.

Marco Guerra – Città del Vaticano

“Da quale bellezza mi lascio ferire?” è l’interrogativo che muove tutte le riflessioni e le proposte della V edizione de “La Lunga Notte delle Chiese”, l’iniziativa che si svolge questa sera in oltre 140 diocesi italiane e che coinvolge anche la Chiesa Valdese e Metodista e l’Arcidiocesi Ortodossa.

Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura

Ideato dall’associazione “BellunoLaNotte” e patrocinato dal Pontificio Consiglio della Cultura e dal Ministero dei Beni Culturali, l’evento nasce nel 2016 e in questi quattro anni ha avuto una notevole crescita e adesione: l’ultima edizione del giugno 2019 ha visto oltre 150 chiese aperte di notte e circa 40mila visitatori e partecipanti alle iniziative in calendario.

Gli eventi sul web

Quest’anno però, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, l’avvenimento nella sua forma originaria all’interno delle chiese, non potrà svolgersi. E’ stato deciso allora, insieme alle tante comunità aderenti, di proporre un’edizione speciale, in formato digitale con concerti, visite guidate, riflessioni, testimonianze offerte tramite registrazioni o video in diretta. “Saranno tasselli – si legge nella nota di presentazione - che comporranno un mosaico di esperienze, digitali si, ma ancor più ricche di significato, perché testimonieranno la nostra voglia di ricominciare a vivere, di stupirci, di sperare”. Basterà dunque collegarsi al sito internet www.lunganottedellechiese.com per trovare l’elenco dei contributi digitali offerti, il programma e tutte le informazioni, con l’aggiornamento in continua evoluzione dei luoghi di culto aperti con una breve scheda descrittiva.

La bellezza che ci cambia

Il filo conduttore di tutta la serata sarà la bellezza nelle sue sfumature più profonde. “Parleremo – spiegano gli organizzatori - di una bellezza vera, che sorprende, che trascende, che suscita entusiasmo, dedizione”. A questo scopo saranno presentati anche dei "Testimoni di Bellezza": persone che racconteranno cos'è per loro la bellezza e di come questo incontro abbia cambiato le loro vite. Per certi aspetti si tratta anche di un omaggio al magistero di Papa Francesco, che nel suo libro “La Bellezza educherà il mondo”, parla della figura chiave del testimone, affermando che “sarà maestro chi potrà sostenere con la sua vita le parole dette”.

Casagrande: pronti a torna in autunno

“L’arte al servizio della spiritualità, per elevare l’anima alla contemplazione”, così Stefano Casagrande, direttore organizzativo de “La Lunga Notte delle Chiese” spiega, ai nostri microfoni, il significato dell’iniziativa e il legame millenario tra fede e bellezza che viene alimentato dalle opere d’arte e dai luoghi di culto:

Ascolta l'intervista a Stefano Casagrande

R. Dopo i mesi di pandemia e la chiusura che abbiamo sopportato a causa del locktown, durante il quale potevamo ammirare questa bellezza solo dalle nostre terrazze, questo tema della bellezza ci ha aiutato riflettere sul periodo che abbiamo vissuto ed è stato scelto perché vogliamo raccontare una bellezza profonda. La stessa domanda che accompagna il tema, che fa un po' da guida spirituale a questa quest'edizione, perché ogni edizione lascia sempre un messaggio di riflessione, è: “da quale bellezza mi lascio ferire?”. Parleremo quindi di una bellezza che trasforma, cioè una bellezza profonda, una bellezza che non è quella artefatta, costruita, che alle volte ci vuole imporre la società in cui viviamo e il marketing. Ma invece è una sensazione profonda che ci avvolge quando appunto facciamo tale esperienza. Abbiamo voluto accompagnare questa edizione anche dalle testimonianze cioè da questi testimoni di bellezza che ogni diocesi ha cercato nei propri territori e che hanno voluto lasciarci un messaggio e una riflessione su quello che è per loro il significato vero della bellezza.

L'arte alimenta la fede e viceversa la fede alimenta l'arte per avere quella visione profonda delle cose che serve a raccontare i grandi interrogativi della vita. E’ importante quindi coltivare questo aspetto della bellezza che va ad alimentare la fede?

R. Sì, è assolutamente così, abbiamo voluto sempre sviluppare nella “Lunga notte delle Chiese” proprio il tema dell'arte a fruizione della spiritualità. Quindi l'arte, la cultura e la bellezza dei nostri luoghi di culto per elevare l'anima alla contemplazione, proprio per far sì che l'arte sia al servizio della spiritualità, perché se ci sediamo in silenzio all'interno di un luogo di culto quello che proviamo è stupore. L'arte è anche annuncio della bellezza che salva poi, perché se pensiamo agli artisti in un certo senso ogni ispirazione racchiude in sé un po' quel soffio del Divino creatore che incontra il genio umano e stimola la capacità. Per cui c’è un legame molto profondo e ci sono poi anche delle testimonianze chiare in questa direzione. Per esempio la lettera agli artisti di Papa Giovanni Paolo II con cui coinvolgeva il mondo dell'arte. Nella tradizione cristiana il rapporto tra bellezza e divinità è sempre stata una costante. La bellezza che stupisce, la bellezza che trafigge il cuore, come per esempio la bellezza dell’uomo della Croce.

In questo periodo di pandemia, la prudenza ha portato a quel distanziamento sociale che non ci ha permesso di fruire delle chiese, non si può però “virtualizzare” la fede all'infinito come ha detto anche Papa Francesco. Quindi c'è questa voglia di tornare a vivere le nostre chiese e questo grandissimo patrimonio artistico che è stato costruito in migliaia di anni?

R. Sì, tutti noi vogliamo tornare a fruire di questo patrimonio il prima possibile, perché rappresenta quella esperienza di fede che riusciamo a fare attraverso la bellezza dei luoghi di culto. Abbiamo ovviamente dovuto modificare un po' all'ultimo il senso della manifestazione. Ma non abbiamo voluto buttare un lavoro molto lungo, perché la “Lunga notte delle Chiese” per tantissime diocesi che partecipano comincia in autunno con la programmazione degli eventi. Quindi abbiamo voluto comunque regalare alle nostre comunità questa esperienza, anche se in forma digitale, che può essere un'idea utile anche per il futuro per mostrarci, da lontano, le bellezze del nostro patrimonio. Ad ogni modo torneremo probabilmente questo autunno a proporre l'iniziativa all'interno di luoghi di culto, proprio per riprenderci questi spazi e così tornare a godere di questa bellezza.

05 giugno 2020, 14:19