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Chiesa d'Irlanda. Volontari, presenza necessaria per la ripresa dalla pandemia

Nella festa della Santissima Trinità, l'invito ai fedeli del Primate di tutta l'Irlanda "a farsi avanti" per aiutare la Chiesa "a gestire la transizione verso la piena vita parrocchiale e la celebrazione dei Sacramenti”. Un grazie particolare anche agli operatori sanitari "che in questo periodo" hanno testimoniato "la tenerezza e la compassione di Dio”

Isabella Piro - Città del Vaticano

I volontari sono necessari, oggi più che mai, alla piena ripresa della vita parrocchiale e delle celebrazioni liturgiche: lo ha sottolineato Monsignor Eamon Martin, Arcivescovo di Armagh e Primate di tutta l'Irlanda, che ieri, 7 giugno, ha celebrato la Messa nella Solennità della Santissima Trinità. Nella sua omelia, il presule ha ricordato le difficoltà vissute dai cattolici a causa della sospensione delle celebrazioni liturgiche pubbliche, sospensione dovuta alle misure di sicurezza anti-contagio da coronavirus.

L'invito del Primate ai fedeli

In vista della ripresa delle Messe con concorso di popolo, prevista per il 29 giugno, il presule ha invitato tutti i fedeli alla responsabilità ed alla collaborazione: “Avremo bisogno - ha detto - di volontari che ci assistano nella pulizia delle chiese, nella lettura della Parola, nel ministero dell'Eucaristia e in altri ruoli e responsabilità che alcuni dei nostri membri più anziani potrebbero non essere in grado di svolgere in questo momento”. “Invito i membri più giovani delle nostre parrocchie - ha esortato quindi il presule - a farsi avanti per aiutarci a gestire la transizione verso la piena vita parrocchiale e la celebrazione dei Sacramenti”.

Responsabilità e rispetto delle linee guida anti-contagio

“Sappiamo - ha sottolineato ancora Monsignor Martin - che tutti noi dobbiamo rimanere responsabili nell'aiutare a contenere i contagi di Covid-19, attraverso il distanziamento sociale, una buona igiene e continuando a rispettare le linee guida sanitarie sugli spostamenti e gli incontri”. Si tratta di “un processo fragile”, ha ricordato il presule, e “solo se continuiamo a lavorare insieme, il numero di casi positivi può essere ridotto o mantenuto a un livello gestibile per i nostri servizi sanitari e per chi si prende cura di noi”. “Faccio appello alle nostre congregazioni – ha aggiunto - affinché siano pazienti e comprensive e collaborino per aiutarci a rispettare le linee guida della Chiesa”.

La gratitudine agli operatori sanitari, testimoni della tenerezza di Dio

Al contempo, il Primate d’Irlanda ha espresso la sua gratitudine a tutti “gli operatori sanitari che, in questo periodo, hanno prestato servizio in modo instancabile e disinteressato, testimoniando con tanta forza la tenerezza e la compassione di Dio”.  “Siamo profondamente consapevoli – ha aggiunto il presule - che il virus ha devastato l'economia, distrutto i mezzi di sussistenza e portato un dolore indicibile a quelle famiglie i cui cari sono morti, in molti casi senza la vicinanza fisica che avremmo voluto fornire loro”. “C’è ancora molto da fare” per uscire definitivamente dalla pandemia, ha ammonito infine l’Arcivescovo di Armagh, “e per definire un percorso di rinascita dall’impatto disastroso che il virus ha avuto su tante vite e tante famiglie”; è quindi necessario guardare “all’amore di Dio e allo Spirito Santo, nostro consolatore e nostra guida”.

08 giugno 2020, 10:53