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Caritas Italiana: Iraq in crisi, allarme per i profughi interni

Il dossier di Caritas Italia rileva la crisi di un Paese dilaniato da quarant’anni di guerre a intermittenza, dal terrorismo e dalla lotta al coronavirus, che ha messo a nudo le debolezze della politica e di una società diseguale

Isabella Piro - Città del Vaticano

“L’Iraq è un sistema di scatole cinesi di crisi: si contengono progressivamente, mantenendo invariato un contenuto fatto della stessa sostanza del dolore”. Si apre così il dossier della Caritas Italiana sull’Iraq diffuso in vista della Giornata mondiale del Rifugiato che ricorre domani, 20 giugno. “C’è la crisi dettata da quarant’anni di guerre a intermittenza, quella dettata dal coronavirus, che ha anche messo a nudo le debolezze della politica e di una società diseguale, e quella generata dal terrorismo”, sottolinea la ricerca.

Giovani e sfollati interni

Il dossier riprende anche i dati di Caritas Iraq sui giovani e analizza la situazione dei 1,6 milioni di profughi interni in Iraq, sfollati a causa dell’Isis che nel 2014 conquistò la città di Mosul e la Piana di Ninive, generando all’apice del conflitto, circa 6 milioni gli sfollati. “Sono persone che durante gli ultimi quaranta anni - si legge nel documento - hanno subito quattro guerre, dieci anni di embargo, otto anni di occupazione militare straniera e nove anni di terrorismo interno sfociato in una vera e propria guerra civile, non ancora del tutto sopita”. Da ricordare che in Iraq, Caritas Italiana sostiene da anni interventi in favore degli sfollati ed altre fasce vulnerabili della popolazione in collaborazione con la Chiesa locale.

Il degrado ambientale e gli sfollati dell'acqua

Una riflessione a parte viene dedicata anche ai così “sfollati dell’acqua”, nel Sud dell’Iraq: nei governatorati di Bassora, Misan e Thi-Qar, infatti, “il crescente degrado ambientale, alimentato dall’inquinamento delle acque e dagli effetti del cambiamento climatico, spinge sempre più persone a lasciare i propri villaggi alla ricerca di un futuro migliore”. E i numeri sono allarmanti: secondo le stime dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni, “in queste tre regioni la carenza d’acqua avrebbe provocato quasi 15 mila nuovi sfollati a partire da gennaio 2019”. Con il suo operato, Caritas Italiana “vuole dare voce alla sofferenza di questa popolazione, “spesso dimenticata dalla comunità internazionale”. Tra l’altro, proprio agli sfollati interni Papa Francesco ha scelto di dedicare la 106a Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il prossimo 27 settembre. Il titolo del messaggio pontificio è "Come Gesù, costretti a fuggire".

19 giugno 2020, 16:14