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 Migranti dal Centro America arrivano a Benito Juarez, Città di Messico Migranti dal Centro America arrivano a Benito Juarez, Città di Messico  

Messico: rapporto dell’Episcopato circa l’impatto del Covid-19 sui migranti

L'Osservatorio nazionale della conferenza episcopale messicana mette in evidenza le carenze e i pericoli che in tempo di pandemia stanno affrontando centri di accoglienza e agenzie che si occupano dei migranti per garantire loro protezione e assistenza

Anna Poce - Città del Vaticano

La Conferenza Episcopale Messicana (CEM) ha pubblicato un rapporto di 36 pagine questa settimana, diffuso sul suo sito web, dal titolo “Impatto del Covid-19 nella popolazione migrante”, realizzato dall'Osservatorio nazionale della CEM, che risponde alla domanda di come i migranti stiano vivendo la pandemia di coronavirus nel Paese.

L'Osservatorio, dunque, per scoprire come i centri di accoglienza e le agenzie che si occupano dei migranti stiano lavorando in Messico, ha contattato sacerdoti e laici, nel nord, nel centro e nel sud del Paese, per avere un’idea dell’impatto della pandemia sulla comunità dei migranti.  

Le difficoltà e la diffusione della pandemia

La situazione che è emersa è molto complicata, poiché essi si trovano spesso a non avere un posto dove dormire, ad essere vittime di malattie lungo il percorso e ad affrontare la chiusura delle frontiere a nord e sud dello Stato, in seguito alle politiche attuate dal governo a causa del Covid-19

Questa situazione, secondo la CEM, ha contribuito ad aumentare il problema dell’affollamento dei migranti nelle zone di confine. Circostanza questa che favorisce lo sviluppo del coronavirus e di altre malattie e aggrava i problemi sociali delle comunità locali. Le stesse organizzazioni e persone, che si dedicano alla cura dei migranti, si trovano a loro volta ad affrontare sfide costanti, nel tentativo di controllare la diffusione del virus, adottando misure preventive, gestendo spazi e risorse e cercando di ottenere tutto il materiale necessario per la tutela dei lavoratori, degli agenti pastorali e dei migranti stessi.

Poche risorse e emergenza alloggi

“Gli operatori pastorali - si legge nel rapporto - percepiscono che la crisi richiede soluzioni ancora più rapide e innovative in coordinamento con le agenzie governative, poiché le risorse si riducono nel tempo”.

Lo studio mette in evidenza la chiusura di alcuni centri di accoglienza che non hanno spazi per affrontare la quarantena, come il centro Belén, in Chiapas. In questi casi i migranti finiscono in strada, esposti non solo al virus, ma anche alla violenza e a necessità di ogni tipo. In altri casi, come nel nord del Paese, i centri continuano ad accogliere i migranti, rispettando un protocollo che prevede l’isolamento.

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02 maggio 2020, 17:25