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Caritas Benevento: creiamo un microcosmo per ridare dignità

Dal “paniere solidale” ad altre iniziative di sostegno materiale e psicologico. La risposta della Caritas beneventana alle famiglie in difficoltà a causa della pandemia nell’intervista a don Nicola De Blasio

Elvira Ragosta – Città del Vaticano

Non solo famiglie del capoluogo sannita, ci sono anche e soprattutto quelle della provincia, dei piccoli paesi del beneventano, tra coloro che negli ultimi due mesi hanno chiesto aiuto alla locale Caritas. “I nuovi utenti - racconta don Nicola De Blasio, direttore della struttura di Benevento - sono piccoli artigiani, dipendenti di attività ferme a causa del lockdown e tanti lavoratori del sommerso, la piaga del nostro Sud”. Nel territorio della diocesi si è registrato un aumento sostanziale del 45% delle richieste. Dati che riflettono quanto emerso a livello nazionale dall’indagine di Caritas Italiana circa l’aumento delle persone che a causa della pandemia per la prima volta si sono rivolte ai centri di ascolto. “Ci siamo resi conto che dobbiamo liberare energie sostanziali, energie liquide – continua don Nicola- e così è nata l’idea del paniere solidale”. Un’iniziativa realizzata in collaborazione con comando provinciale dei Carabinieri, che proprio in questi giorni vede la seconda fase di distribuzione di pacchi con beni di prima necessità.

Ascolta l’inervista a don Nicola De Blasio:

Una rete di solidarietà

Accanto al paniere solidale, sono stati attivati anche un numero telefonico per gli anziani, cui molti si sono rivolti perché soli, per offrire una chiacchierata di conforto; lo Sportello Donna di sostegno psicologico; così come hanno continuato a funzionare l’ambulatorio e le altre attività per i migranti. “Noi lavoriamo in rete anche con altre associazioni e altre strutture - continua don Nicola - con la chiesa evangelica e con la comunità islamica, perché ogni uomo è immagine di Dio e servire un uomo significa servire Gesù, quindi stiamo realmente creando un microcosmo che possa permettere di ridare dignità alle persone”.

Il cuore pulsante della carità beneventana

Il parroco sottolinea anche che dove c’è stata la grande povertà, c’è stata anche una grande solidarietà da parte di aziende e cittadini nel donare e ai fondi raccolti tramite donazioni bancarie si sono aggiunti quelli dell’8x1000 che nella prima fase sono serviti a supplire alle prime necessità. Persino il luogo in cui avviene la distribuzione dei panieri solidali è un simbolo caro alla comunità. La sede della solidarietà per la distribuzione dei panieri solidali è l’ex Seminario regionale beneventano, poi diventato Scuola allievi Carabinieri. Una struttura chiusa da tempo e riaperta per questa occasione.

Un’economia già segnata dalla crisi industriale

Restano, comunque, le difficoltà economiche e sociali del territorio. “Con quanto rilevato dal nostro Osservatorio sulla povertà - conclude il direttore della Caritas - crediamo che il 50% delle attività che hanno chiuso a causa dell’epidemia non riusciranno a riaprire. La nostra è una realtà economica di entroterra e per questo il nostro arcivescovo, monsignor Felice Accrocca, sta cercando di rilanciare la politica delle aree interne, che sono abbandonate a se stesse. Basti pensare che nel territorio della nostra diocesi rientra una vasta zona della provincia di Avellino che negli anni Ottanta ha abbandonato la sua vocazione agricola per abbracciare lo sviluppo industriale. Queste realtà, già in affanno per la crisi economica degli anni scorsi, si trovano ora ancora più in difficoltà a causa della pandemia”. 

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08 maggio 2020, 13:04