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Terra Santa: il sostegno dei parroci ai fedeli in tempo di restrizioni

La creatività dei pastori tanto chiesta e apprezzata dal Ppaa in queto lungo periodo di lontanaza e isolamento: i parroci della Terra Santa in tanti modi la stanno mettendo in pratica

Isabella Piro - Città del Vaticano

Vicinanza spirituale, ma non per questo meno concreta: è quella messa in atto dalle parrocchie della Terra Santa per continuare ad assistere i fedeli anche in questo tempo difficile di pandemia da “coronavirus”. Sono tante e diverse, dunque, le iniziative avviate e raccontate dal sito web della Custodia di Terra Santa: “I frati che lavorano nella parrocchia latina di San Salvatore a i Gerusalemme, ad esempio, hanno costituito un piccolo comitato di religiosi in cui ciascuno ha il suo compito, come la video-catechesi per i ragazzi della cresima o appuntamenti via telematica con la gioventù francescana ogni due settimane”. Nel giorno di Pasqua, inoltre, il parroco Fra Amjad Sabbara, ha telefonato ai parrocchiani affinché potessero sentire “comunque vicino il loro pastore”. Con l’aiuto di otto giovani e del Comitato di emergenza, inoltre, la parrocchia si prende cura anche di “tante famiglie in difficoltà”, spesso costrette alla quarantena in spazi inadeguati e provate dalla precarietà economica.

L'aiuto ai parrocchiani, tra pacchi alimentari, web e suono delle campane

Anche la parrocchia latina di Santa Caterina alla Natività di Betlemme si è fatta carico delle persone più bisognose: il parroco, Fr. Rami Asakrieh, in collaborazione con le autorità, ha selezionato le famiglie e gli anziani più bisognosi a cui distribuire pacchi sussistenza. Un ulteriore aiuto arriva dalle tecnologie: grazie a Facebook, infatti, la parrocchia riesce a stare accanto ad oltre 5mila fedeli, organizzando soccorsi materiali e incontri spirituali in streaming su web. Lo stesso dicasi per la chiesa latina di San Giovanni ad Acri il cui parroco, Fr. Toufic Bou Merhi, ha celebrato in diretta sui social media il Triduo Pasquale, in comunione spirituale con circa 120 fedeli. Non solo: ogni lunedì sera, sempre in modalità digitale, il parroco tiene una catechesi per i bambini ed i ragazzi iscritti al corso di preparazione alla Prima Comunione ed alla Cresima. Ma la diretta finisce per coinvolgere anche tanti altri fedeli, il che denota, in questo tempo difficile di pandemia, “il desiderio di avvicinarsi di più alla preghiera”, sottolinea Fr. Toufic.

Più variegata, invece, la realtà della parrocchia di Sant’Antonio a Giaffa, dove i cristiani di lingua araba solo più di 1.500 e sono numerose le comunità di migranti filippini, africani e indiani: nella domenica di Pasqua, alle ore 12.00, il parroco, Fr. Agustin Pelayo Fregoso, ha impartito una speciale benedizione preceduta dal suono delle campane, invitando ogni fedele ad inginocchiarsi, in casa, alla stessa ora. Inoltre, sono stati creati gruppi di preghiera su WhatsApp e Zoom, così da permettere ai parrocchiani non solo di restare in contatto tra loro, ma anche di manifestare la propria vicinanza ai frati che servono la chiesa: “Molti ci chiamano per dire che sentono nostalgia della comunità – conclude Fr. Pelayo Fregoso - Questa vicinanza è stata, per me, la cosa più bella”.

20 aprile 2020, 18:04