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L’Ora della Madre, padre Valentini: gli operatori sanitari sono come il discepolo amato

La vigilia di Pasqua è una giornata in cui dominano silenzio e solitudine. Ma c'è chi veglia nella fede: è Maria. Il significato di questa "Ora della Madre", in questo tempo difficile che stiamo vivendo, nelle parole del mariologo monfortano

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Silenzio, attesa, contemplazione fino alla Veglia pasquale, che il Papa presiederà alle 21, in forma essenziale senza la celebrazione dei battesimi, all’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro. Così nel giorno del Sabato Santo, in cui la Chiesa è tutta raccolta nel silenzio più profondo, quello esistente nel cuore di Maria, la Madre straziata dal dolore per la morte del Figlio. La fede di Maria ci orienta, in questo periodo flagellato dalla pandemia, in attesa della Risurrezione:

“Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Dal Vangelo secondo Giovanni. 19, 25-27)”

Accanto a Cristo

Maria ai piedi della Croce non perde la fede. Imitare Maria significa avere fiducia nel Signore anche, e soprattutto, nel momento della tribolazione. Così padre Alberto Valentini, mariologo monfortano. La Beata Vergine e il discepolo amato, sottolinea, possono essere rappresentati dagli operatori sanitari e da tutti coloro che, in questo tempo così drammatico funestato dalla pandemia, lottano e si impegnano per porre fine a questa piaga.

Ascolta l'intervista a padre Valentini

R. - Per capire l’Ora di Maria bisogna partire dall’Ora di Cristo. Il momento dell’esaltazione di Cristo, in cui dona totalmente se stesso per noi. In quel momento c’è il dono supremo di sé. L’Ora di Cristo diventa anche l’Ora di Maria e del discepolo amato. Mentre tutti gli altri discepoli sono fuggiti, accanto a Cristo - che ha dato la sua vita per noi e sembra che si sia conclusa in un fallimento – ci sono Maria e il discepolo amato che continuano a credere. La tradizione occidentale celebra l’Ora della Madre il giorno del Sabato Santo. È questo il giorno del silenzio ma la Madre attende nella fede e nella speranza nonostante tutte le apparenze contrarie.

L’Ora della Madre è una celebrazione che intende far rivivere il dolore e la fede suprema di Maria nell’attesa della Risurrezione del Signore. Anche l’umanità in questo tempo così difficile, segnato dalla pandemia, è in attesa di una rinascita…

R. - Il discepolo amato è l’immagine del credente, della persona autentica, di quella che ha costruito la sua vita su Cristo. Specialmente in tempi difficili come questi, tutte le persone che si impegnano devono attendere con fede e speranza e costruire, attraverso il loro impegno, un futuro diverso. Maria e il discepolo amato possono essere rappresentati dagli operatori sanitari e da tutti coloro che lottano, che si impegnano. Queste persone stanno preparando un futuro. Possono identificarsi in Maria che, in mezzo ad un dolore immenso, ha continuato ad avere fiducia, a sperare. Sono tante le persone che non si arrendono e che si impegnano perché ci sia una fine a questa tremenda prova.

In questi momenti di grande tribolazione, imita Maria chi non si arrende e chi è accanto a chi soffre…

R. - Sono delle persone che credono, che hanno fiducia e soprattutto fede in Dio. Solo la fede nel Signore può permettere di continuare a sperare. Abbiamo bisogno di un recupero di valori, di ripartire su basi nuove. Solo con questi valori si può ripartire, sperare, costruire un mondo diverso. Maria ci inserisce nella storia, per preparare un futuro che sia degno dei figli di Dio.
 

11 aprile 2020, 07:00