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Crocifisso di San Marcello al Corso Crocifisso di San Marcello al Corso  

Padre Casini: il Papa a San Marcello, un segno della forza di Dio

Il rettore della Chiesa nel cuore di Roma, visitata ieri dal Papa, mette in risalto l'intensità con cui Francesco continua nella devozione dei Pontefici al Cristo ligneo miracoloso, che da 500 anni protegge Roma

Fabio Colagrande - Città del Vaticano

"Un momento di preghiera silenziosa, in cui il Papa ha voluto raccogliersi intensamente davanti al nostro Crocifisso". Torna con la memoria al pomeriggio di ieri, il rettore della chiesa di San Marcello al Corso a Roma, padre Enrico Maria Casini, per raccontare la visita a sorpresa di Papa Francesco e il significato che ha avuto per tutta la comunità dei Servi di Maria, a cui la rettoria è affidata dal 1369, per la città di Roma e per il mondo.

Uscito dal Vaticano infatti il Papa prima si è recato in visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore, per rivolgere una preghiera alla Vergine, Salus populi Romani, la cui icona è lì custodita e venerata, e successivamente, facendo un tratto di Via del Corso a piedi, come in pellegrinaggio, ha raggiunto la chiesa di San Marcello al Corso, dove si trova il Crocifisso miracoloso che nel 1522 venne portato in processione per i quartieri della città perché finisse la “Grande Peste” a Roma.

Ascolta l'intervista a padre Enrico Maria Casini

"La gioia personale - racconta padre Enrico - non è legata solo all'aver avuto il Papa tra noi, ma anche alla percezione chiara e forte della protezione che quel Crocifisso, opera lignea del XIV secolo, rappresenta per la città. Una forza, spiega il rettore, che è stata riconosciuta nella storia dai Pontefici durante i Giubilei, da ultimo san Giovanni Paolo II che lo fece portare in San Pietro in tempo quaresimale". Dunque una conferma della protezione e una fiducia in essa.

La devozione, ricorda il rettore, "nasce nel 1519 quando, in seguito all'incendio della chiesa tra il 22 e il 23 maggio, tutto fu distrutto, tranne il crocifisso ligneo che rimase integro, richiamando subito il popolo alla venerazione. Oggi sono 501 anni da allora." Altro momento forte nella storia risale al 1522 quando "come segno di Gesù in mezzo a noi" questo crocifisso fu portato con fede per le strade della capitale invocando la liberazione dalla peste. E così fu. Il rito fu ripetuto per 16 giorni consecutivi, dal 4 al 20 agosto, al termine dei quali l’epidemia cessò."

Sulla presenza del Papa in chiesa e per le strade di Roma, nonostante le ristrettezze imposte negli spostamenti per motivi di sicurezza, padre Enrico non ha dubbi: "il Papa ha dato più risalto alla fede che non ad un discorso tecnico, ha sentito che la forza dell'amore di Dio supera le difficoltà".

 

 

 

 

16 marzo 2020, 11:02